L’ultima tappa del Wired University Tour sarà a Napoli. Dall’8 al 12 giugno il gazebo rosso di Wired, dove sarà possibile sfogliare una copia virtuale del magazine in un leggio interattivo, sarà al Università Federico II. Abbiamo parlato con i ricercatori del Dipartimento di Fisica che sono impegnati in uno dei più ambiziosi e complessi progetti del mondo.
Il mondo è in attesa di vedere la “particella di Dio” e con esso il dipartimento di Fisica dell’Università Federico II di Napoli, che da dieci anni sta lavorando ad uno dei più grossi e suggestivi macchinari del mondo: l’acceleratore di particelle conosciuto come LHC (large Hadron Collider). LHC prende il nome dei due fasci di particelle subatomiche che saranno fatti scontrare ad altissima velocità per ricreare la scintilla originaria dell’Universo. Dopo essere entrato in funzione a settembre dello scorso anno, l’acceleratore si è rotto e dopo varie posticipazioni dovrebbe essere riacceso ad ottobre di quest’anno. “Il ritardo è un vantaggio – ci dice Sergio Patricelli del Dipartimento di Fisica dell’Università di Napoli – siamo in fase di raffinamento di tutte le nostre armi per la partenza di LHC e il nostro obiettivo è trovare il Bosone di Higgs, l’ultimo tassello per il completamento del modello standard delle particelle elementari”.
A Napoli si concentrano gli studi su eventuali particelle super-simetriche che potrebbero uscire dalla interazione di LHC, come parte del progetto ATLAS (A Toroidal LHC ApparatuS) a cui collaborano 1700 scienziati di 159 istituzoni di 37 paesi. “Potrebbero essere la risposta ad interrogativi sul modello standard delle particelle elementari, ad esempio la materia scura potrebbe essere parzialmente spiegata da particelle super-simmetriche – dice Patricelli – siamo al limite della frontiera”. Nel dipartimento del Professor Patriceli si sta mettendo a punto il centro di calcolo dell’ LHC che si inserisce, insieme ad altri sistemi, nel progetto Grid del CERN, per la distribuzione di risorse di calcolo accessibili a tutti nel mondo, come accade con le griglie elettriche. Fonte: Wired.it
















