Freelabs.it – La minaccia al clima arriva da cielo e mare, secondo un rapporto di Greenpeace che calcola l’impatto ambientale di navi e aerei, se le emissioni non verranno controllate o bloccate, entro il 2050 vedremo triplicarsi i problemi ambientali che tutt’ora ci affliggono.
Se non si considerano infatti tutti gli aspetti della tecnologia moderna che conocorrono all’inquinamento dell’ambiente, è difficile apportare significativi cambiamenti al clima. Greenpeace chiede sostanzialmente di controllare maggiormente le emissioni per aerei e imbarcazioni.
I dati di Greenpeace nel dettaglio:
AVIAZIONE: L’aviazione genera, a livello globale, oltre 730 milioni di tonnellate di CO2 all’anno, con un incremento del 45% rispetto ai valori del 1990; – NAVIGAZIONE: le emissioni totali di CO2 dalla navigazione, secondo i dati del 2007, erano di circa 1046 milioni di tonnellate. Di queste 870 milioni di tonnellate, ovvero il 2,7% delle emissioni globali provengono dalla navigazione internazionale. Le emissioni dalla navigazione sono cresciute dell’85% rispetto al 1990, l’anno base del Protocollo di Kyoto; – ITALIA: In Italia aviazione e navigazione, insieme, rappresentano quasi il 18% delle emissioni di CO2 dal settore dei trasporti. Ma le emissioni – si legge nel rapporto di Greenpeace – aumentano a ritmi sempre crescenti. Considerando solo l’aviazione, in 12 anni le emissioni dal trasporto aereo sono aumentate del 64% (dal 1995 al 2006). Inoltre il numero di aeroporti, tra grandi e piccoli, ha raggiunto nel 2007 quota 101, tanto è vero che quasi il 40% dei voli nazionali, non considerando quelli verso le isole, copre distanze inferiori a 600 chilometri. La presenza di così tanti aeroporti, molti dei quali in città o nei pressi di centri abitati, provoca – scrive ancora Greenpeace – altri gravi problemi: è infatti proprio in fase di decollo e di atterraggio che viene emesso il 90% degli ossidi di azoto, oltre a monossido di carbonio, SO2, PM10 e PM2.5, arsenico, cromo, rame, nichel, selenio e zinco, sostanze dannose per la salute.
Tratto da Ansa Ambiente
















