“L’algoritmo è stato in grado di predire correttamente quale fra tre filmati il volontario stava ricordando. Ciò suggerisce che i nostri ricordi siano registrati secondo schemi regolari”, ha commentato Eleanor Maguire, che ha diretto lo studio.
Analizzando l’attività cerebrale registrata da una risonanza magnetica funzionale, un algoritmo messo a punto da alcuni ricercatori del Wellcome Trust Centre for Neuroimaging dell’University College di Londra, è stato in grado di identificare quale, fra tre ricordi, un gruppo di volontari stava in quel momento richiamando alla memoria.
“Ora che stiamo sviluppando un quadro più chiaro del modo in cui sono archiviati i nostri ricordi, speriamo di riuscire a comprendere come sono influenzati dal tempo, dai processi di invecchiamento e dalle eventuali lesioni.”

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Come riporta Wired, sembra che Vince Zampella e Jason West (rispettivamente fondatore e presidente di Infinity Ward, ndr), dopo una riunione con gli alti vertici di Activision, colosso internazionale che nel 2003 acquistò l’azienda di Zampella, si siano licenziati senza dare spiegazioni.
Dal 2003 Call of Duty è un videogioco che ha riscosso moltissimo successo, fino a raggiungere il 6° episodio nel 2009 che ha venduto 5 milioni di copie solamente il giorno stesso dell’uscita nei negozi. Ma l’azienda di Zampella ha lavorato solo a 4 su 6 episodi del videogioco: infatti il 3° e il 5°, appaltati da Activision a Treyarch, non hanno riscosso il successo dei loro predecessori.
Sembra quindi che sia stata messa la parola fine a quella passione degli sviluppatori di provare a creare la migliore esperienza di guerra nella storia dei videogiochi facendo sentire il giocatore come se vivesse in un film.
Ci resta solo da sperare in una smentita.
Freelabs.it – Era il 1980 quando la batterie zinco-aria venivano considerate come la tecnologia più promettente per la batteria del futuro. E’ per il loro essere extra sottili, con la possibilità di immagazzinare tre volte l’energia di una batteria agli ioni di litio e per il bassissimo costo di produzione, che da anni sono presenti sul mercato in versioni non ricaricabili.
E’ il 2010, e le batterie zinco-aria stanno per essere immesse nel mercato. ReVolt, un’azienda svizzera con sede a Staefa, ha in programma di mettere in vendita batteria a bottone per apparecchi acustici e l’incorporazione della propria tecnologia in batterie più grandi, per inserirsi nel mercato dei cellulari e delle bici elettriche.
A differenza delle batterie tradizionali che contengono tutti i reagenti necessari a generare elettricità, le batterie a zinco-aria si affidano al semplice ossigeno già presente nell’atmosfera: all’interno della batteria, un elettrodo poroso “ad aria” attira l’ossigeno e, aiutato da catalizzatori collocati nell’interfaccia tra l’aria e un elettrolito a base di acqua, lo trasforma in ioni idrossili. Questi ultimi, viaggiano attraverso un elettrolito sino all’elettrodo in zinco, provocandone l’ossidazione: la reazione rilascia elettroni, generando così corrente. Per la ricarica si sfrutta il procedimento inverso.
Nokia renderà disponibile gratuitamente l’applicativo in tutti i prossimi cellulari dotati di GPS, con le mappe di 74 Paesi e la possibilità di essere guidati in 46 lingue diverse.
Una strategia volta ad aumentare l’utilizzo di Ovi, soprattutto per aumentare le vendite, visto il periodo di crisi che Nokia sta vivendo con i moltissimi smartphone messi in commercio dalle più disparate aziende del settore nel mondo. Di certo la gratuità delle mappe e la possibilità di utilizzare il navigatore satellitare integrato nel telefonino senza una connessione ad internet, rende il prodotto molto appetibile al cliente.
Freelabs.it – Lo sviluppo senza sosta di Internet ha portato all’intensivo sfruttamento del protocollo ipv4, portando alla quasi congestione della rete. Gli indirizzi ipv4 sono codici binari a 32 bit e ce ne sono a disposizione più di 4 miliardi (ossia 232 , tutte le combinazioni di numeri comprese tra 0.0.0.0 e 255.255.255.255) . Solo il 10% della totalità degli indirizzi ipv4 sono rimasti liberi all’assegnazione, e questo è un grosso problema.
Risolvere il problema di congestione della rete non è facile, contando la dimensione della stessa. Si potrebbe risolvere solo in parte, e solo per un breve periodo, riassegnando ip ormai inutilizzati da tempo, oppure cambiando totalmente protocollo: da ipv4 a ipv6, un nuovo sistema di indirizzamento di rete che usa otto gruppi di cifre esadecimali ciascuno. Il protocollo IPv6 permette di gestire, per la precisione, 340 miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di indirizzi in totale, il che permetterebbe di allargare in maniera cospicua le dimensioni di Internet.
Raul Echeberria, segretario del Number Resource Organisation, ha affermato che solo il 17% di 610 enti, governi, pubbliche amministrazioni e imprese, ha effettuato il cambio di protocollo. E’ necessario quindi un investimento globale in tutto il mondo per effettuare il cambio di protocollo, un’azione obbligatoria che altrimenti porterebbe alla totale congestione di Internet, con conseguenze sconvolgenti per tutto il mondo reale.
Venerdì 12 febbraio 2010 si celebra – in veste completamente rinnovata – la sesta edizione di “M’illumino di meno”: la Giornata del Risparmio Energetico lanciata dalla popolare trasmissione radiofonica Caterpillar, in onda su RAI Radio 2. Dopo il successo delle scorse edizioni, con l’adesione di migliaia di ascoltatori e di intere città sia in Italia che all’estero, quest’anno l’invito a rispettare un simbolico “silenzio energetico” si trasforma in un invito a partecipare a una festa dell’energia pulita.
In questi anni, grazie al supporto di istituzioni, scuole, associazioni, aziende e privati cittadini, abbiamo contribuito alla diffusione di una maggior consapevolezza sulle conseguenze del consumo indiscriminato di energia: la riduzione degli sprechi e l’attenzione alle fonti alternative sono diventate parole d’ordine familiari per i nostri ascoltatori. Sulla scia di questa nuova sensibilità, è giunto il momento di fare un passo avanti rispetto allo spegnimento simbolico in nome del risparmio e di proporre un’accensione virtuosa all’insegna dello sviluppo delle energie rinnovabili. In questi anni abbiamo imparato a risparmiare, ora impariamo a produrre meglio e a pretendere energia pulita.

Provate ad immaginare di attraversare le campagne con la vostra monovolume all’idrogeno e ammirare serre piene di futuristiche piante al diossido di titanio utili alla produzione di idrogeno… Forse succederà davvero!
Fino ad oggi il problema dell’utilizzo dell’idrogeno come combustibile è stato il fatto che la sua produzione, che avviene tramite gassificazione del carbone, produce scarti tossici e altamente inquinanti come diossido e monossido di carbonio. Bisognava trovare una soluzione a questo problema, fino a quando un team di scienziati cinesi sembra avercela fatta.
La natura ci offre il suo lavoro di milioni di anni, perfetto, altamente funzionale. Perchè non sfruttarlo? Il team di scienziati ha preso una foglia e, modificata al punto giusto, l’ha resa capace di assorbire il doppio di luce solare con una produzione di idrogeno 3 volte superiore.

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