
Certe cose non succedono solo nelle favole. Quindi, se nel 1865 Jules Verne scriveva di un proiettile che lanciava verso la Luna tre astronauti, nel suo celebre “Dalla Terra alla Luna”, forse c’era da credergli. Di sicuro, qualcuno lo ha fatto: il fisico John Hunter ha da poco terminato di progettare un enorme cannone pronto a sparare in orbita i veicoli-cargo. E questo, stando allo studioso, diminuirebbe sensibilmente i costi di molte missioni spaziali.
L’idea del cannone è venuta ad Hunter nella prima metà degli anni ‘90, mentre collaborava alla realizzazione di un dispositivo simile, ma di dimensioni ridotte: si trattava dello SHARP (Super High Altitude Research Project) e, con le sue 90 tonnellate e la lunghezza di 47 metri, era in grado di sparare “proiettili” di circa 6 chili a una velocità parecchie volte superiore a quella del suono. Acquisita la dovuta esperienza in materia, Hunter, ora, punta in alto. In tutti i sensi: lasciato il Lawrence Livermore National Laboratory, ha fondato con alcuni colleghi la Quicklaunch, con cui ha realizzato il progetto. Mostrandolo in anteprima, qualche giorno fa, alla Space Investment Summit di Boston.
Il cannone spara-cargo avrà una lunghezza di ben 1,1 Km e potrà lanciare dispositivi di 450 chilogrammi a una velocità di ben 6 Km al secondo. Più che sufficienti per uccidere all’istante una forma di vita, ma perfetti per mandare in orbita carichi di vario tipo, come i combustibili o le attrezzature per laboratori spaziali. Quicklaunch ha stimato il costo del cannone in circa 500 milioni di dollari chiavi in mano, ma Hunter e soci assicurano che, una volta costruito, il costo dei lanci orbitali scenderà drasticamente. Franklin Chang-Diaz, ex astronauta e fisico alla Ad Astra Rocket Company, interpellato sulla questione dal NewScientist, ha detto che un progetto di questo tipo avrebbe senso sulla Luna, dove non c’è atmosfera, e dove non ci sarebbero problemi quali attriti e calore.
Del resto anche Hunter sa bene che il passaggio attraverso l’atmosfera terrestre potrebbe costituire un grosso problema per la sua invenzione, anche se si affretta a dire che il conseguente rallentamento dovrebbe aggirarsi sul mezzo chilometro al secondo. E in merito al calore generato dall’attrito proprio con l’atmosfera? Hunter sostiene che il “proiettile” impiegherebbe non più di 100 secondi ad attraversarla, motivo per cui anche le temperature più elevate non costituirebbero un problema.
Fonte: Wired