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	<title>Freelabs.it - Technology, news and future &#187; Astronomia e Universo</title>
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		<title>C&#8217;è acqua sulla Luna!</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Oct 2010 14:47:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Zanatta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Astronomia e Universo]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; ufficiale, l&#8217;acqua sulla Luna c&#8217;è! Il mese scorso il satellite Lcross (Lunar Crater Observation and Sensing Satellite) ha &#8216;sparato&#8217; un missile, il Centaur, in un cratere lunare. L&#8217;impatto del missile con il suolo lunare ha generato una nube di polvere di 800m in altezza, portando particelle di ghiaccio, vapore acqueo, argento e vari altri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; ufficiale, l&#8217;acqua sulla Luna c&#8217;è!</p>
<p>Il mese scorso il satellite Lcross (Lunar Crater Observation and Sensing Satellite) ha &#8216;sparato&#8217; un missile, il Centaur, in un cratere lunare. L&#8217;impatto del missile con il suolo lunare ha generato una nube di polvere di 800m in altezza, portando particelle di ghiaccio, vapore acqueo, argento e vari altri metalli nella zona illuminata dal sole, grazie alla quale il satellite Lcross è riuscito a scoprire gli elementi mossi dalla nube.</p>
<blockquote><p><em>The equivalent of 24 gallons of frozen water, mixed in with the rock and dust that was thrown into the air when a rocket was deliberately crashed into a crater near the Moon&#8217;s south pole last month. It is far from the science fiction fantasy of an underground lake, but still pretty impressive for a satellite long dismissed as arid and dull.</em></p></blockquote>
<p><img src="http://www.freelabs.it/wp-content/themes/theunstandard/scripts/images/moon_8403.jpg" alt="" /></p>
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		<title>Il punto G nello Spazio non si fa vedere</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Oct 2010 12:22:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Zanatta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Astronomia e Universo]]></category>

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		<description><![CDATA[Era notizia di poco tempo fa la scoperta di un pianeta definito dagli esperti abitabile per il fatto che rientra in una fascia ben definita entro la quale un pianeta sarebbe predisposto alla vita, come la Terra. Il pianeta in questione, chiamato &#8220;Gliese 581g&#8217;, avrebbe una conformazione rocciosa particolare e acqua liquida ad una temperatura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Era notizia di poco tempo fa la scoperta di un pianeta definito dagli esperti abitabile per il fatto che rientra in una fascia ben definita entro la quale un pianeta sarebbe predisposto alla vita, come la Terra.<br />
<img src="http://www.astronomia.com/wp-content/uploads/2009/06/zona-abitabile.jpg" alt="" /></p>
<p>Il pianeta in questione, chiamato &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gliese_581_g" target="_blank">Gliese 581g&#8217;</a>, avrebbe una conformazione rocciosa particolare e acqua liquida ad una temperatura accettabile per la vita, poichè rientra nella fascia dei pianeti abitabili<br />
<img src="http://visions2200.com/Images/XtrasolarHabZoneLg.jpg" alt="" /></p>
<p>Dai recenti studi, però, sembra che Gliese 581g non esista, poichè prodotto da disturbi generati dalle masse degli altri pianeti del sistema solare di cui farebbe parte Gliese.</p>
<p>Pur non contrapponendosi direttamente allo scetticismo del team di Ginevra, Ragbir Bhathal della Western Sydney University, <a rel="nofollow" href="http://www.foxnews.com/scitech/2010/10/11/scientist-claims-strange-signal-comes-alien-planet/" target="_blank">afferma</a> di aver individuato circa due anni fa un pulsare di luce sospetta proveniente dalla medesima area della galassia dove si troverebbe il pianetino sulla bocca di tutti. Si sarebbe trattato di &#8220;una sorta di laser, un picco molto forte&#8221;. Sulla credibilità delle sue affermazioni, tuttavia, altri scienziati hanno espresso dubbi.</p>
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		<title>Scoperto un lago su una luna di Saturno</title>
		<link>http://www.freelabs.it/scoperto-un-lago-su-una-luna-di-saturno/</link>
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		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 09:31:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Zanatta</dc:creator>
				<category><![CDATA[All News]]></category>
		<category><![CDATA[Astronomia e Universo]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

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		<description><![CDATA[NASA/JPL/University of Arizona/DLR La sonda Cassini ha riportato il primo riflesso di luce solare di un lago al nord di Titano, una delle lune di Saturno. Titano è quindi il secondo corpo planetario, dopo la Terra ovviamente, a possedere liquidi sulla superficie, comprese le pioggie. La differenza sta nel fatto che se sulla terra piove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://www.popsci.com/files/imagecache/article_image_large/articles/cassini-lake-crop.jpg" alt="" width="315" height="217" /><br />
<small><em>NASA/JPL/University of Arizona/DLR</em></small></p>
<p>La sonda Cassini ha riportato il primo riflesso di luce solare di un lago al nord di Titano, una delle lune di Saturno.</p>
<p>Titano è quindi il secondo corpo planetario, dopo la Terra ovviamente, a possedere liquidi sulla superficie, comprese le pioggie. La differenza sta nel fatto che se sulla terra piove acqua, su Titano a piovere è metano o etano, allo stesso modo i laghi presenti sono di metano. Scoprire il lago liquido è stato possibile grazie alle foto ad infrarossi scattate dalla sonda orbitante Cassini, le quali sono in grado di trapassare le nubi causate dai gas sprigionati dalla superficie del satellite.</p>
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		<title>A zonzo nel sistema solare bruciando ghiaccio e alluminio</title>
		<link>http://www.freelabs.it/a-zonzo-nel-sistema-solare-bruciando-ghiaccio-e-alluminio/</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 20:41:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Zanatta</dc:creator>
				<category><![CDATA[All News]]></category>
		<category><![CDATA[Astronomia e Universo]]></category>

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		<description><![CDATA[Mentre alla NASA testano il nuovissimo razzo Ares X-I, più volte annunciato come protagonista dell’esplorazione spaziale dei prossimi decenni, in un cantiere più modesto, nei laboratori della Purdue e Penn State University, c’è chi sta lavorando a un nuovo tipo di propellente, che potrebbe stravolgere in modo inaspettato il panorama dei lanci spaziali nel sistema [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://d17revodemtrnq.cloudfront.net/674x281/o_r/razzo.jpg" alt="" width="377" height="157" /></p>
<p>Mentre alla <a href="http://www.space.com/common/media/video/player.php?videoRef=SP_090814_ares">NASA testano il nuovissimo razzo Ares X-I</a>, più volte annunciato come protagonista dell’esplorazione spaziale dei prossimi decenni, in un cantiere più modesto, nei laboratori della <a href="http://www.purdue.edu/">Purdue</a> e <a href="http://www.psu.edu/">Penn State University</a>, c’è chi sta lavorando a un nuovo tipo di propellente, che potrebbe stravolgere in modo inaspettato il panorama dei lanci spaziali nel sistema solare.</p>
<p><a title="Un’astronave alimentata a buchi neri. È possibile? " href="http://www.wired.it/news/archivio/2009-11/20/un-astronave-alimentata-a-buchi-neri-e-possibile-.aspx">Questa volta i buchi neri non c’entrano</a>. Il nuovo propellente non chiama in causa la radiazione di Hawking e l’orizzonte degli eventi: gli bastano acqua e alluminio.</p>
<p><span id="more-856"></span>Proprio così, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=-b7siH1Ausc">ALICE (l’acronimo, appunto, di Aluminium-Ice)</a> è infatti composto da nient’altro che acqua ghiacciata e nano-particelle di alluminio.<br />
Le due squadre hanno già portato a termine con successo il primo lancio di prova. Il razzo si è sollevato con una spinta solo di poco inferiore a quelle dei normali propellenti. Un risultato incoraggiante che ha spinto i ricercatori a moltiplicare gli sforzi per ottenere un propellente ancora più potente, calibrando ancora meglio il rapporto acqua/alluminio.</p>
<p>Ma come funziona ALICE? È presto detto: l’alluminio ha una temperatura di combustione molto alta (quasi 4000 gradi centigradi). Bruciando sviluppa grandi quantità di calore e gas ad alta pressione. Le molecole di idrogeno e ossigeno contenute nell’acqua servono per alimentare la combustione dell’alluminio.<br />
Non è la prima volta che particelle di alluminio vengono impiegate in un propellente (per dire, anche quello di Ares le contiene), ciò che rende particolarmente efficace ALICE è stata la scelta di utilizzare nano-particelle di alluminio al posto delle micro-particelle usate negli altri propellenti. Le nano-particelle hanno infatti dimostrato di bruciare molto più velocemente garantendo in questo modo una spinta maggiore.<br />
Oltre a essere più ecologico dei normali propellenti, ALICE potrebbe rivelarsi vantaggioso proprio per la sua alta composizione in acqua. Dopo che recentemente è stata scoperta acqua sulla luna, infatti, alcuni stanno già ipotizzando uno scenario futuro in cui il nostro satellite e Marte saranno utilizzati come stazioni di rifornimento, permettendo così di lasciare la terra con meno carburante a fare da zavorra.</p>
<p>Fonte: Wired</p>
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		<title>NASA: c&#8217;è vita su Marte</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 14:15:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Zanatta</dc:creator>
				<category><![CDATA[All News]]></category>
		<category><![CDATA[Astronomia e Universo]]></category>

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		<description><![CDATA[O almeno c&#8217;era. Le ricerche su un meteorite rispolverato per l&#8217;occasione ribaltano le conclusioni precedenti. La vita extraterrestre sarebbe esistita millenni addietro: in attesa della prossima smentita Roma &#8211; C&#8217;è vita su Marte? La comunità scientifica ne discute ormai da oltre un secolo, ma nessuno è mai riuscito a formulare risposte che esulassero dall&#8217;ambito teorico. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.girodivite.it/IMG/jpg/marte.jpg" alt="" width="184" height="146" /><em>O almeno c&#8217;era. Le ricerche su un meteorite rispolverato per l&#8217;occasione ribaltano le conclusioni precedenti. La vita extraterrestre sarebbe esistita millenni addietro: in attesa della prossima smentita</em></p>
<p><!--testo--> <!--inn--><strong>Roma</strong> &#8211; C&#8217;è vita su Marte? La comunità scientifica ne discute ormai da oltre un secolo, ma nessuno è mai riuscito a formulare risposte che esulassero dall&#8217;ambito teorico. NASA <a href="http://www.newscientist.com/blogs/shortsharpscience/2009/11/fresh-claim-for-fossil-life-in.html" target="_blank">potrebbe</a> oggi avere in mano una prova che confermerebbe l&#8217;esistenza, almeno in passato, di forme di vita autoctone del Pianeta Rosso.</p>
<p><span id="more-845"></span>La conferma starebbe dentro il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/ALH84001" target="_blank">meteorite ALH84001</a> caduto in Antartide 13mila anni fa e ritrovato nel 1984: la roccia di cui è composto proverrebbe da Marte, e in essa vi sarebbero dei residui fossili di microrganismi che però, secondo chi sostiene tesi contrarie, potrebbero essersi depositati sulla roccia dopo l&#8217;impatto con il nostro pianeta.</p>
<p>Non è la prima volta che questo frammento di roccia marziana finisce sotto i riflettori: già nel 1996 la questione venne sollevata da alcuni scienziati, proprio per sostenere l&#8217;ipotesi di un passato rigoglioso per il pianeta che ha ispirato tra gli altri H.G. Wells.</p>
<p>Tuttavia i risultati delle ultime rilevazioni effettuate con l&#8217;ausilio di tecnologie non esistenti nel 1996 hanno rispolverato quella che ormai era diventata <strong>una diatriba tra accademici</strong>: &#8220;Ci sentiamo vendicati &#8211; ha <a href="http://www.timesonline.co.uk/tol/news/science/space/article6934078.ece" target="_blank">spiegato</a> David Mackay, scienziato del Johnson Space Center che 13 anni fa aveva analizzato il meteorite &#8211; abbiamo dimostrato che le spiegazioni alternative sono assolutamente sbagliate&#8221;. Insomma, di vita su Marte ce ne sarebbe stata: almeno prima di 13mila anni fa.</p>
<p>L&#8217;interesse intorno alla vita su Marte, e nello Spazio in generale, è stato ribadito più volte da insigni rappresentanti del mondo scientifico come <a href="http://punto-informatico.it/2265368/PI/News/hawking-vita-fuori.aspx" target="_blank">Stephen Hawking</a>, e si è concretizzato con le varie missioni NASA che hanno avuto come obiettivo proprio la patria dei &#8220;marziani&#8221;.</p>
<p>L&#8217;ultima sonda ad atterarvi in ordine di tempo è stata <a href="http://punto-informatico.it/2472008/PI/News/phoenix-trionfa-marte.aspx" target="_blank">Phoneix</a> a maggio del 2008, ma <strong>le strade di Marte iniziano ormai ad essere trafficate</strong>: da qualche anno i rover Spirit e Opportunity, seppure <a href="http://punto-informatico.it/1113947/PI/News/sonda-opportunity-perde-pezzi.aspx" target="_blank">acciaccati</a>, <a href="http://punto-informatico.it/2584902/PI/News/nasa-piani-futuro.aspx" target="_blank">continuano</a> ad effettuare rilievi e a spedire ai centri di controllo NASA i dati raccolti.</p>
<p><em></em><em>Giorgio Pontico per </em><em>Punto-Informatico<br />
</em></p>
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		<title>Chiamo l&#8217;ascensore e salgo alle Stelle</title>
		<link>http://www.freelabs.it/chiamo-lascensore-e-salgo-alle-stelle/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 15:09:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Zanatta</dc:creator>
				<category><![CDATA[All News]]></category>
		<category><![CDATA[Astronomia e Universo]]></category>

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		<description><![CDATA[Per ora è solo un progetto, ma presto o tardi &#8220;salire in cielo&#8221; potrebbe essere questione di pochi minuti. Non intendiamo in senso metaforico eh, ma proprio letterale. Una start up di Seattle ha recentemente vinto un concorso indetto dalla Nasa volto a premiare il progetto di un ascensore spaziale. Nonostante l&#8217;agenzia spaziale americana sia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://services.condenetint.com/dam/674x281/a_c/ascensore.gif" alt="" width="365" height="152" /></p>
<p>Per ora è solo un progetto, ma presto o tardi &#8220;salire in cielo&#8221; potrebbe essere questione di pochi minuti. Non intendiamo in senso metaforico eh, ma proprio letterale.</p>
<p><span id="more-768"></span></p>
<p>Una start up di Seattle ha recentemente vinto un concorso indetto dalla Nasa volto a premiare il progetto di un ascensore spaziale. Nonostante l&#8217;agenzia spaziale americana sia conscia che un risultato del genere non potrà che concretizzarsi nel giro di parecchi anni, ha comunque indetto un concorso assieme all&#8217;associazione no profit Spaceward Foundation che si inserisce in un vasto programma di sperimentazioni atte a trovare le migliori soluzioni per favorire la vita dell&#8217;uomo nello spazio e la sua capacità di esplorarlo (altri progetti vittoriosi hanno interessato il prototipo di un razzo capace di allunare e particolari guanti da far indossare agli astronuati).</p>
<p>Per la &#8220;sfida dell&#8217;ascensore&#8221; si sono sfidati tre gruppi e a spuntarla è stato il team della LaserMotive, capace di far percorrere ad un &#8220;arrampicatore&#8221; (mosso da motori elettrici funzionanti tramite celle fotovoltaiche alimentate da laser) la distanza di un chilometro lungo un cavo issato da un elicottero in poco meno di quattro minuti, viaggiando alla velocità media di circa 3.7 metri al secondo.</p>
<p>La ricerca di un ascensore per le stelle non è affatto nuova (gli stessi vincitori hanno affermato che prima di creare un vero ascensore spaziale ci vorrà molto tempo, ma che la tecnologia vincente può essere subito utilizzata per la creazione di robot) e ha stimolato la fantasia di celebri scrittori di fantascienza come Arthur C.Clarke, che descrisse un&#8217;opera di questo tipo nel suo racconto intitolato Le fontane del Paradiso, e scienziati del secolo scorso come Konstantin Ėduardovič Ciolkovskij, pioniere nel campo della missilistica, che riteneva possibile la costruzione di una stazione spaziale posta all&#8217;estremità di un cavo fissato sulla Terra.</p>
<p>Nonostante le infinite difficoltà insite in operazioni di questo tipo (leggi della fisica contrarie, resistenza alla trazione, rischio di impatto con meteoriti o detriti spaziali), il progetto della LaserMotive segna, di fatto, un nuovo inizio in questa sfida avveniristica.</p>
<p>Fonte: Wired</p>
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		<title>In orbita grazie ad un cannone</title>
		<link>http://www.freelabs.it/in-orbita-grazie-ad-un-cannone/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 14:18:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Zanatta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Astronomia e Universo]]></category>
		<category><![CDATA[Ingegneria e tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Certe cose non succedono solo nelle favole. Quindi, se nel 1865 Jules Verne scriveva di un proiettile che lanciava verso la Luna tre astronauti, nel suo celebre “Dalla Terra alla Luna”, forse c’era da credergli. Di sicuro, qualcuno lo ha fatto: il fisico John Hunter ha da poco terminato di progettare un enorme cannone pronto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://services.condenetint.com/dam/674x281/s_v/space-cargo.jpg" alt="" width="384" height="160" /></p>
<p>Certe cose non succedono solo nelle favole. Quindi, se nel 1865 Jules Verne scriveva di un proiettile che lanciava verso la Luna tre astronauti, nel suo celebre “Dalla Terra alla Luna”, forse c’era da credergli. Di sicuro, qualcuno lo ha fatto: il fisico John Hunter ha da poco terminato di progettare un enorme cannone pronto a sparare in orbita i veicoli-cargo. E questo, stando allo studioso, diminuirebbe sensibilmente i costi di molte missioni spaziali.</p>
<p>L’idea del cannone è venuta ad Hunter nella prima metà degli anni ‘90, mentre collaborava alla realizzazione di un dispositivo simile, ma di dimensioni ridotte: si trattava dello SHARP (Super High Altitude Research Project) e, con le sue 90 tonnellate e la lunghezza di 47 metri, era in grado di sparare “proiettili” di circa 6 chili a una velocità parecchie volte superiore a quella del suono. Acquisita la dovuta esperienza in materia, Hunter, ora, punta in alto. In tutti i sensi: lasciato il Lawrence Livermore National Laboratory, ha fondato con alcuni colleghi la Quicklaunch, con cui ha realizzato il progetto. Mostrandolo in anteprima, qualche giorno fa, alla Space Investment Summit di Boston.</p>
<p>Il cannone spara-cargo avrà una lunghezza di ben 1,1 Km e potrà lanciare dispositivi di 450 chilogrammi a una velocità di ben 6 Km al secondo. Più che sufficienti per uccidere all’istante una forma di vita, ma perfetti per mandare in orbita carichi di vario tipo, come i combustibili o le attrezzature per laboratori spaziali. Quicklaunch ha stimato il costo del cannone in circa 500 milioni di dollari chiavi in mano, ma Hunter e soci assicurano che, una volta costruito, il costo dei lanci orbitali scenderà drasticamente. Franklin Chang-Diaz, ex astronauta e fisico alla Ad Astra Rocket Company, interpellato sulla questione dal NewScientist, ha detto che un progetto di questo tipo avrebbe senso sulla Luna, dove non c’è atmosfera, e dove non ci sarebbero problemi quali attriti e calore.</p>
<p>Del resto anche Hunter sa bene che il passaggio attraverso l’atmosfera terrestre potrebbe costituire un grosso problema per la sua invenzione, anche se si affretta a dire che il conseguente rallentamento dovrebbe aggirarsi sul mezzo chilometro al secondo. E in merito al calore generato dall’attrito proprio con l’atmosfera? Hunter sostiene che il “proiettile” impiegherebbe non più di 100 secondi ad attraversarla, motivo per cui anche le temperature più elevate non costituirebbero un problema.</p>
<p>Fonte: Wired</p>
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		<title>Domani la Luna potrebbe avere un cratere in più</title>
		<link>http://www.freelabs.it/domani-la-luna-potrebbe-avere-un-cratere-in-piu/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 20:49:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Zanatta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Astronomia e Universo]]></category>

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		<description><![CDATA[Domani la Luna potrebbe avere un cratere in più. La Nasa sta per concludere col botto (letteralmente) il progetto ribattezzato “LCROSS Mission” (Lunar Crater Observation and Sensing Satellite) che ha lo scopo di trovare le prove che sul nostro satelitte ci sia acqua, elemento che risulterebbe fondamentale se, come si vocifera da anni, dovesse partire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://services.condenetint.com/dam/674x281/k_n/moon.jpg" alt="" width="347" height="145" /></p>
<p>Domani la Luna potrebbe avere un cratere in più. La Nasa sta per concludere col botto (letteralmente) il progetto ribattezzato “LCROSS Mission” (Lunar Crater Observation and Sensing Satellite) che ha lo scopo di trovare le prove che sul nostro satelitte ci sia acqua, elemento che risulterebbe fondamentale se, come si vocifera da anni, dovesse partire in futuro la missione atta a creare sulla Luna una base terrestre permenente.</p>
<p><span id="more-718"></span></p>
<p>No, non siamo in Armageddon e Bruce Willis non sarà spedito in orbita per trivellare la superficie. A cercare l&#8217;acqua sarà un missile armat con una bomba di 2 tonnellate che dovrebbe aprire un cratere largo più di sei chilometri. La zona interessata dall&#8217;impatto sarà localizzata nel polo sud lunare.La missione, iniziata il 18 maggio, è quindi prossima alla conclusione: la ricerca dell&#8217;acqua avverrà grazie ad una sonda che esaminerà la superficie del cratere formatosi e la polvere ed i detriti che che formeranno dopo l&#8217;esplosione alla ricerca di vapore, acqua e ghiaccio.</p>
<p>È abbastanza singolare che questo evento si verifichi proprio nell&#8217;anno in cui si celebrano i 40 anni dal primo allunaggio. Giusto pochi giorni commentavamo il fatto che una sonda indiana avesse trovato alcune particelle di polvere lunare ricoperte da un sottile strato d&#8217;acqua.</p>
<p>Tra le tanti voci scientifiche che stanno commentando la notizia ce n&#8217;è un&#8217;altra più polemica e&#8230;politica: ma gli Stati Uniti hanno sovranità anche sulla Luna? Il trattato sui principi che governano le attività degli Stati in materia di esplorazione ed utilizzazione dello spazio extra-atmosferico compresa la Luna e gli altri corpi celesti detto anche Trattato sullo spazio extra-atmosferico (Outer Space Treaty), oltre a vietare agli stati firmatari (oltre 100, Stati Uniti in primis) di collocare armi su un qualsiasi corpo celestre che non sia la Terra, parla specificamente della Luna ricordando che che gli stati sono responsabili, a livello internazionale, per le attività spaziali nazionali condotte sia dagli enti governativi che da quelli non-governativi.Insomma, nemmeno stavolta si è riusciti ad evitare le polemiche. Noi più che altro ci auguriamo che non vada a finire come in Spazio 1999&#8230;.</p>
<p>Fonte: Wired</p>
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		<title>La caccia alla vita extraterrestre si fa &#8220;weird&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Sep 2009 13:54:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Zanatta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Astronomia e Universo]]></category>

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		<description><![CDATA[Alcuni scienziati sostengono che nella ricerca di vita extraterrestre ci stiamo concentrando troppo sul trovare segni di quel tipo di vita che conosciamo noi e, in questo processo, è possibile che stiamo perdendo di vista altre forme di vita che non dipendono dall&#8217;ossigeno o da un metabolismo del carbonio. Un gruppo di ricercatori dall&#8217;Austria ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://services.condenetint.com/dam/674x281/a_c/Alieni--hubble.jpg" alt="" width="377" height="157" /></p>
<p>Alcuni scienziati sostengono che nella ricerca di vita extraterrestre ci stiamo concentrando troppo sul trovare segni di quel tipo di vita che conosciamo noi e, in questo processo, è possibile che stiamo perdendo di vista altre forme di vita che non dipendono dall&#8217;ossigeno o da un metabolismo del carbonio.</p>
<p><span id="more-703"></span></p>
<p>Un gruppo di ricercatori dall&#8217;Austria ha cominciato a studiare altri solventi, oltre all&#8217;acqua, che potrebbero essere capaci di supportare la vita in un altro pianeta. Il gruppo spera che la ricerca possa segnare un passo avanti oltre quella che definiscono &#8220;la mentalità geocentrica&#8221; che guida i nostri tentativi odi trovare vita al di fuori della Terra.</p>
<p>“Con la strategia che utilizziamo adesso saremo in grado di trovare solo quelle forme di vita che condividono i nostri stessi parametri di vita terrestre&#8221;, osserva l&#8217;astrobiologo Johannes Leitner dell&#8217;università di Vienna, che ha presentato il suo studio venerdì al Congresso Europeo di Scienze Planetarie in Germania.</p>
<p>“Al momento non possiamo scoprire altre forme di vita, perché non abbiamo idea di quali potrebbero essere le sue potenziali proprietà e per questo motivo quando le nostre sonde atterrano le superfici planetarie non sono dotate degli strumenti necessari a trovare qualcosa di esotico”.</p>
<p>Per esempio, ha spiegato Leitner, potremmo mandare dei rover su Marte carichi di anticorpi capaci di rilevare le tracce di sostanze chimiche e batteri, indizi che potrebbero portare al ritrovamento di vita. Ma dato che possiamo ricreare solamente anticorpi per sostanze conosciute, questo metodo si limiterebbe alla ricerca di vita simile a quella terrestre.</p>
<p>“Nella maggior parte dei casi quando definiamo la vita, ci limitiamo a fare un riassunto delle proprietà specifiche alla vita terrestre&#8221;, ha continuato Leitner. Dato che la vita sulla Terra ha bisogno di acqua, la ricerca di vita extraterrestre si è concentrata per lo più su &#8220;zone abitabili&#8221;, o su zone relativamente circoscritte, attorno ad una stessa, dove potrebbe essere presente l&#8217;acqua in forma liquida.</p>
<p>Ma mentre l&#8217;acqua è liquida soltanto alle temperature tra gli 0° e 100° celsius, altri solventi sono ad uno stato liquido ad una gamma più vasta di temperature. In primo luogo, dato che l&#8217;ammoniaca è liquida a temperature più basse, in un pianeta molto più lontano dalla sua stella rispetto a quanto lo sia la Terra dal Sole, potrebbe esistere un oceano di ammoniaca. Esplorando le proprietà di più potenziali solventi, come l&#8217;acido solforico e la formamide, i ricercatori sperano di poter espandere il numero di zone considerate potenziali ospitatrici di vita&#8221;.</p>
<p>Quel che è certo è che i ricercatori austriaci non sono i primi a considerare la possibilità di vita esotica supportata da un altro solvente oltre all&#8217;acqua. Secondo Ariel Anbar, a capo del programma di astropiologia all&#8217;Arizona State University, questa nozione risale al 1954, quando in un simposio sulle origini della vita J.B.S. Haldane speculò che l&#8217;ammoniaca potrebbe essere in grado di sostenere vita.</p>
<p>“La teoria sui solventi alternativi è certamente plausibile, ma ancora interamente da provare&#8221;, ci ha spiegato Anbar in un&#8217;e-mail. Ma dato che una forma di vita non conosciuta è un argomento molto difficile da studiare, ha ricevuto meno attenzione di quella che si merita, ha continuato Anbar.</p>
<p>La squadra di Leitner ha cominciato la sua ricerca di vita esotica investigando le proprietà termali e biochimiche di alcuni potenziali solventi, concentrandosi specialmente sull&#8217;abilità di ogni sostanza di supportare un metabolismo che non è del carbonio. “Per fare un esempio, sappiamo che un metabolismo a base di carbonio e ossigeno non funzionerebbe mai in un solvente di ammoniaca o acido solforico&#8221;, ha dichiarato Leitner in un comunicato stampa. “Se esistesse vita nell&#8217;atmosfera di Venere, è difficile che proceda come la vita nel pianeta Terra&#8221;.</p>
<p>Secondo Anbar, per adesso la nostra caccia alla vita extraterrestre è limitata più dal mancato accesso agli ambienti extraterrestri che dalla nostra concezione di vita. &#8220;Tuttavia, dato che abbiamo in programma una missione su Marte e altri corpi celesti &#8211; come Titano &#8211; e dato che stiamo cominciando a prendere in considerazione l&#8217;esistenza di vita in altri sistemi solari oltre al nostro&#8221;, ha osservato, &#8220;è importante che cominciamo anche a pensare a &#8220;forme di vita strane&#8221; in modo da non perdere alcun indizio&#8221;.</p>
<p>Fonte: Wired</p>
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		<title>Una sonda indiana trova l&#8217;acqua sulla Luna</title>
		<link>http://www.freelabs.it/una-sonda-indiana-trova-lacqua-sulla-luna/</link>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 18:11:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Zanatta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Astronomia e Universo]]></category>

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		<description><![CDATA[Acqua sulla Luna. Finalmente è stata trovata grazie al lavoro di una sonda spaziale indiana. Il primo pensiero degli scienziati è la possibilità di utlizzarla come rifornimento dei veicoli spaziali in viaggio verso i confini spaziali. La prima sonda spaziale indiana, Chandrayaan-1, ha scoperto che alcune particelle di polvere lunare erano ricoperte da una pellicola [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://services.condenetint.com/dam/674x281/k_n/moon.jpg" alt="" width="348" height="145" /></p>
<p>Acqua sulla Luna. Finalmente è stata trovata grazie al lavoro di una sonda spaziale indiana. Il primo pensiero degli scienziati è la possibilità di utlizzarla come rifornimento dei veicoli spaziali in viaggio verso i confini spaziali.</p>
<p><span id="more-697"></span></p>
<p>La prima sonda spaziale indiana, Chandrayaan-1, ha scoperto che alcune particelle di polvere lunare erano ricoperte da una pellicola d&#8217;acqua. &#8220;Un metro cubico di terreno lunare contiene circa un litro d&#8217;acqua&#8221; ha dichiarato alla BBC Larry Taylor, un ricercatore americano.</p>
<p>La scoperta è appoggiata dai dati di altri due missioni, la sonda Deep Impact della Nasa e il satellite Cassini.</p>
<p>La straordinaria scoperta conferma inoltre una serie di sospetti sollevati già dalle missioni Apollo, che avevano trovato e riportato nel nostro pianeta dei campioni leggermente umidi di roccia e di terreno lunare. Ma fino a questo momento gli scienziati avevano preso in considerazione l&#8217;ipotesi che l&#8217;umidità fosse stata causata da una contaminazione terrestre.</p>
<p>Se è vero che ospita una così considerevole quantità d&#8217;acqua, la Luna potrebbe essere in futuro utilizzata come &#8220;pit stop&#8221; per eventuali missioni su Marte, ed oltre. In teoria gli astronauti potrebbero dividere l&#8217;acqua in particelle di ossigeno e idrogeno, che a loro volta potrebbero essere utilizzati come ingredienti primari del carburante per i razzi.</p>
<p>La Nasa ha inoltre in programma di far atterrare un&#8217;altra sonda nella superficie lunare il prossimo mese, e ci si aspetta che grazie a questa missione riusciremo ad avere ulteriori informazioni sulla composizione della superficie lunare. Già negli anni 90, gli scienziati che avevano lavorato sulla sonda Lunar Prospector  avevano avanzato l&#8217;ipotesi che il terreno lunare trattenesse circa 300 milioni di tonnelate d&#8217;acqua ghiacciata.</p>
<p>Fonte: Wired</p>
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