C’è gran movimento tra imprese e istituti di ricerca impegnati nel settore delle energie rinnovabili: al lavoro su alghe, impianti osmotici e celle solari ultra-sottili
Roma – In vista del prossimo vertice sul clima che si terrà a Copenaghen, i grandi protagonisti dell’economia mondiale hanno già annunciato impegni importanti e promesse di riduzione concreta delle emissioni di gas serra: gli USA dicono che ridurranno del 17 per cento il loro “contributo” al riscaldamento globale, l’Europa del 20 e la Cina addirittura del 40 (in relazione al suo PIL). In un simile contesto va a inserirsi l’incremento di ricerche e investimenti nel settore pubblico e privato per lo sviluppo su larga scala di fonti energetiche alternative.
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Quattro parole per sintetizzare due concetti enormi, finora mai sposati assieme: il fatto che si tratta di un’utilitaria, quindi un veicolo a basso costo, e il fatto di essere a zero emissioni. Partendo proprio dal secondo aspetto, la LEAF è alimentata da batterie a ioni di Litio, in grado di generare una potenza di 90 kW (anche se il motore alla fine, ne sviluppa 80). Niente male davvero, specie in virtù dell’autonomia dichiarata, che si dovrebbe attestare su 160 chilometri con una sola ricarica. Dico “dovrebbe”, perché la LEAF, benché annunciata ora, sarà disponibile in Europa, Giappone e Stati Uniti nel tardo 2010. Si sa, le cose belle si fanno aspettare…
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L’Etanolo da Cellulosa è Realmente Sostenibile? Le Nuove Frontiere dei Biocarburanti da Cellulosa, fra Ingegneria Genetica e Politiche dell’Innovazione
Mascoma ha annunciato numerose interessanti anticipazioni che possono portare ad un più economico ed efficiente processo di trasformazione di biomassa in etanolo. Utilizzando gli stessi enzimi della birra grazie ad una nuova tecnica di ingegneria genetica si trasforma la cellulosa in etanolo direttamente da fonti quali mais, trucioli di legno e pasta di carta. Finora il processo multistep per trasformare l’etanolo cellulosico da fonti come trucioli di legno e pasta da carta necessitava di numerose sostanze aggiuntive e piuttosto costose, oltre a tutti i processi di lavorazione in diverse vasche, ciascuna con le proprie fasi e prodotto finale che veniva poi trasferito alla lavorazione successiva. L’intero processo risultava ancora così costoso e inefficiente. Ora Mascoma, è riuscita significativamente a migliorare questo processo nel suo obiettivo di semplificare la produzione di etanolo cellulosico. Diretta conseguenza spiega la società è la riduzione dei costi dal 20 al 30% del nuovo biocarburante di 4° generazione.
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