Gran parte delle differenze fra gli individui non si trova origine nei geni stessi, bensì in regioni su cui sappiamo relativamente poco
La chiave dell’individualità umana ancor più che nei geni risiede nelle sequenze che li circondano e li controllano, e che fino a qualche anno fa erano considerate sequenze “spazzatura”, proprio perché non erano associata alla codifica di alcuna proteina. L’interazione fra queste sequenze e i fattori di trascrizione può variare in modo molto significativo da una persona all’altra, influendo sull’aspetto, sullo sviluppo e anche sulla predisposizione nei confronti delle malattie: a stabilirlo è stata una ricerca condotta da biologi della Stanford University School of Medicine e della Yale University che illustrano i risultati ottenuti in due articoli uno pubblicato on line da Nature, e l’altro su Science Express.
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“L’algoritmo è stato in grado di predire correttamente quale fra tre filmati il volontario stava ricordando. Ciò suggerisce che i nostri ricordi siano registrati secondo schemi regolari”, ha commentato Eleanor Maguire, che ha diretto lo studio.
Analizzando l’attività cerebrale registrata da una risonanza magnetica funzionale, un algoritmo messo a punto da alcuni ricercatori del Wellcome Trust Centre for Neuroimaging dell’University College di Londra, è stato in grado di identificare quale, fra tre ricordi, un gruppo di volontari stava in quel momento richiamando alla memoria.
“Ora che stiamo sviluppando un quadro più chiaro del modo in cui sono archiviati i nostri ricordi, speriamo di riuscire a comprendere come sono influenzati dal tempo, dai processi di invecchiamento e dalle eventuali lesioni.”
Si tratta del ‘microRNA122′ che sconfigge il virus
(ANSA) – ROMA – Una nuova cura potrebbe sconfiggere l’epatite C:si tratta di una molecola che blocca una sostanza ‘Rna’ che moltiplica il virus dell’ epatite. Il farmaco blocca la riproduzione del virus e riduce il carico virale nel sangue e nel fegato. La molecola, un piccolo frammento di acido nucleico,e’ stata testata con successo su scimpanze’ ed e’ in sperimentazione clinica di fase uno su volontari sani. La rivista Science riferisce che la molecola, SPC3649, inibisce il ‘microRNA122′ e sconfigge il virus.

E’ rappresentato da un gene, chiamato BCL6, la cui attivazione o inattivazione determina la produzione o l’interruzione della produzione di anticorpi da parte delle cellule B
Uno specifico gene che funge da interruttore per la produzione di anticorpi è stato individuato da un gruppo di ricercatori del La Jolla Institute for Allergy and Immunology in collaborazione con biologi della Yale University, che illustrano la scoperta in un articolo pubblicato su “Science Express”.
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La sua progressiva degenerazione sarebbe iniziata fra 80 e 130 milioni di anni fa, e sta ancora continuando, facendone prevedere la definitiva scomparsa
Il cromosoma sessuale Y si è evoluto molto più velocemente dell’altro cromosoma sessuale, l’X, tanto da “perdere per strada” numerosi geni. E se la velocità di cambiamento continuerà allo stesso ritmo, il cromosoma Y è destinato a scomparire. E’ questa la sconcertante conclusione a cui è giunta una ricerca condotta da Kateryna Makova, Melissa Wilson e collaboratori della Penn State, che firmano un articolo sulla rivista “PLoS Genetics”.
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