
I geni master, che modulano l’attività di numerosi altri geni, sono affiancati da altri geni più o meno simili che possono fungere da copie di backup qualora essi vadano distrutti.
Le reti dei geni regolatori hanno una struttura analoga a quella dei sistemi che – come Google o Yahoo! – adottano la tecnica di cloud computing, ossia una costellazione di server accessori che permettono di continuare il lavoro anche nel caso in cui il server principale “cada”.

Topi geneticamente modificati per avere il gene FOXP2 simile a quello umano, hanno acquisito una più fine capacità di controllo delle proprie emissioni vocali
Non possono certo parlare, ma topi ingegnerizzati per avere una “versione umanizzata” di un gene hanno molto da dire sul processo evolutivo che ha portato la nostra specie a padroneggiare il linguaggio parlato. E’ questa la conclusione di una ricerca condotta presso il Max-Planck-Institut per l’antropologia evoluzionistica, di cui viene riferito in un articolo pubblicato su “Cell“.

Nel film Contact Jodie Foster passava una vita intera a setacciare l’universo profondo gettando segnali elettromagnetici verso gli angoli più polverosi della galassia. Ma per trovare vita aliena potrebbe non essere necessario superare le barriere del sistema solare.
Lo rivela una ricerca condotta da un team del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche dell’Università di Milano, che ha scoperto l’esistenza di microrganismi in grado di sopravvivere e riprodursi nelle proibitive condizioni del lago sottomarino Urania.
Avvenuto 3,9 miliardi di anni fa, avrebbe sviluppato un calore in grado di fondere solo parte della crosta terrestre e i microrganismi poterono sopravvivere negli habitat presenti al di sotto della superficie
Il bombardamento subito dalla Terra circa 3,9 miliardi di anni fa da parte di asteroidi di grandi dimensioni non aveva una potenza tale da estinguere la vita primordiale sul pianeta e anzi potrebbe averla favorita: è quanto ha concluso uno studio dell’Università del Colorado a Boulder.
Le prove degli impatti ottenute analizzando campioni di suolo lunare, e le superfici dei pianeti interni dipingono il quadro di un ambiente spaziale nel sistema solare estremamente violento; nel corso dell’eone Adeano, tra 4,5 a 3,8 miliardi di anni fa, in particolare, si verificò (circa 3,9 miliardi di anni fa) un evento particolarmente intenso denominato Grande bombardamento tardivo (Late Heavy Bombardment).
In una ricerca è stato sviluppato un processo che sfrutta colture microbiche aperte per convertire scarti organici in poliidrossialcanoati a un ritmo tre volte più rapido rispetto ai sistemi attuali
I microrganismi potrebbero rivelarsi fondamentali anche per sostituire il petrolio come materia prima per la produzione di plastiche: diverse proposte a riguardo sono state illustrate al convegno dell’American Society for Microbiology.
“I materiali organici di scarto dell’agricoltura, dell’industria e delle case private costituiscono una risorsa abbondante che attualmente viene buttata o trasformata in biogas: dal punto di vista di una produzione sostenibile, sarebbe auspicabile la loro trasformazione in sostanze chimiche utili”, ha spiegato Mark van Loosdrecht della Delft University of Technology, nei Paesi Bassi, che negli ultimi anni ha studiato alcuni batteri per trasformare questi scarti in bioplastiche note come poliidrossialcanoati (PHA).




















