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Uno strato di molecole d’oro, con quattro piccoli atomi di ferro legati a molecole organiche. A pubblicare l’importante scoperta è la rivista Nature, con un’intervista a Roberta Sessoli, coordinatrice del gruppo di ricerca e brillante docente universitaria dell’ateneo fiorentino.

“Di solito i comportamenti magnetici si realizzano su sistemi molto estesi, si pensi ai primi floppy disk – spiega Roberta Sessoli -. Noi, invece, abbiamo dimostrato che molecole particolari si comportano come magnetini anche a livello di singole molecole, e sono in grado sia di conservare il loro momento magnetico sia di dar vita all’effetto chiamato tunneling, una caratteristica fondamentale per sfruttarle per immagazzinare informazioni”.

Fortunatamente la ricerca proseguirà grazie ai finanziamenti dell’European Research Council.


Pubblicato il 27.10.2010

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Sì, probabilmente tra qualche anno un dottore potrà sentirsi chiedere questo.

Giulia Lanzara, con i colleghi della Stanford University, ha messo a punto una speciale rete composta di microfilamenti di polimeri plastici, estremamente resistente ed estensibile, la quale permette di monitorare temperatura, umidità, pressione…

Ricoprire un aereo di questa rete permetterebbe di monitorare costantemente, oltre alla temperatura, umidità e pressione esterne, anche l’integrità della struttura dell’aereo stessa: nel caso in cui si aprisse una minuscola crepa, la “ragnatela” lo indicherebbe immediatamente, evitando così un disastro. Il nuovo materiale può essere inoltre utilizzato in campo medico e militare: protesi, magliette che monitorano costantemente la salute di un paziente, guanti chirurgici avanzati, robot umanoidi per viaggiare nello spazio, pelli artificiali…


Pubblicato il 21.10.2010

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Freelabs.it – Questo che vedete nell’immagine qui sopra è pollo separato meccanicamente. Tecnica adottata in America già dal 1960, permette di sfruttare i residui di pollo avanzati dopo la scarnificazione manuale.

Le carcasse di pollo surgelato vengono scongelate e tritate in speciali macchinari che ne espellono la “polpa rosa”. Ottenuta la polpa, è necessario lavarla in un speciale liquido che contiene ammoniaca ed essendo a questo punto insapore, è necessario darle un sapore con aromi artificiali al gusto di pollo. Vengono prodotte tonnellate di questa “meat slurry” e distribuite in tutto il mondo; sta di fatto che questo materiale viene utilizzato solo per cibo low-cost, come ad esempio il cibo destinato a grande scala agli animali da allevamento, oppure come supplemento per la produzione di cibi destinati agli umani, come i chicken nuggets nei fast food.

Nei ristoranti non viene utilizzato questo tipo di composto, in ogni caso bisognerebbe controllare se la carne è “carne di pollo 100%” o “prodotto a base di carne”, il quale contiene quasi sicuramente MSM (Mechanically separated meat), soprattutto se si parla di fast food.

Riporto un video:

Cos’è l’advanced meat recovery: http://trashfood.com/2009/08/page/2

Cos’è l’MSM (Mechanically separated meat): http://en.wikipedia.org/wiki/Mechanically_separated_meat

Come indicato nell’articolo di Wikipedia (en), l’MSM viene prodotto con i cosiddetti Specified risk material (SRM), cioè tessuti di animali non commestibili per la presenza agenti patogeni di encefalopatia spongiforme bovina, anche se in Europa gli SRM sono vietati da leggi europee (in Inghilterra sono permessi, ma con restrizioni).

Per maggiori informazioni sugli SRM (eng): http://en.wikipedia.org/wiki/Specified_risk_material

Hot dog con carne proveniente dagli MSM:

Fonte immagine: http://www.physorg.com/news5711.html

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Pubblicato il 07.10.2010

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E’ la prima volta che si progetta concretamente di imbrigliare la natura ondulatoria degli elettroni sviluppando un’idea per trasformarla in energia utilizzabile

Sfruttando le leggi della meccanica quantistica, un gruppo di ricercatori dell’Università dell’Arizona è riuscito a progettare un’apparecchiatura che permette di trasformare  il calore residuo direttamente in energia elettrica, senza l’intervento intermedio di elementi mobili. La ricerca, diretta da Charles Stafford e Justin Bergfield, è descritta in un articolo pubblicato dalla rivista ACS Nano.

Il progetto per ora si basa solo su simulazioni al computer ma, spiega Stafford, “i nostri colleghi applicativi ci dicono di essere molto fiduciosi che l’apparecchio che abbiamo progettato al computer possa essere effettivamente costruito con le caratteristiche della nostra simulazione”.

“Siamo i primi a imbrigliare la natura ondulatoria degli elettroni e a sviluppare un’idea per trasformarla in energia utilizzabile”, ha detto Stafford.

“La termoelettricità consente di convertire in modo pulito il calore direttamente in energia elettrica con un’apparecchiatura in cui non sono presenti parti mobili”, dice Justin Bergfield, primo firmatario dell’articolo. “A differenza delle attuali apparecchiature di conversione del calore, come refrigeratori o turbine a vapore, il nuovo apparecchio non sfrutta parti in movimento o sostanze chimiche che possono danneggiare lo strato di ozono, ma un nastro polimerico posto fra due superfici metalliche.”

La chiave della nuova tecnologia è in una legge quantistica che riguarda la dualità onda-particella, ossia il fatto che oggetti minuscoli come gli elettroni possono comportarsi tanto come un’onda quanto come una particella.

Bergfield, Stafford e collaboratori hanno scoperto la potenzialità di conversione del calore in elettricità studiando gli eteri polifenilici, molecole che si aggregano spontaneamente in polimeri. La struttura principale di ciascuna molecola di etere polifenilico consiste di una catena di anelli di benzene, a loro volta costituiti di atomi di carbonio. La struttura ad anelli di ciascuna molecola agisce come una sorta di “cavo molecolare” attraverso cui possono fluire gli elettroni.

“Avevamo già lavorato con queste molecole, pensando di usarle come apparecchiatura termoelettrica, ma non abbiano scoperto nulla di speciale fino a che Michelle Solis, un dottorando che lavorava a un altro studio nel nostro laboratorio, ha scoperto che questi oggetti hanno una caratteristica particolare”, ha detto Bergfield.

Successivamente, attraverso simulazioni al computer, Bergfield ha fatto crescere una foresta queste molecole strette a sandwich fra due elettrodi per poi esporle a una fonte di calore simulata. “All’aumentare del numero di anelli di benzene, aumenta la potenza generata”, spiega Bergfield.

Il segreto della capacità delle molecole di convertire il calore in energia è nella loro struttura: ogni volta che il flusso di elettroni incontra un anello di benzene, una parte di esso ne segue un braccio e un altro l’altro braccio. Bergfield ha disegnato il circuito di anelli di benzene in modo che lungo un cammino l’elettrone sia forzato a viaggiare per un percorso più lungo dell’altro.

Ciò fa sì che le onde elettroniche siano sfasate una volta che si riuniscono all’estremità più lontana dell’anello e si annullino per interferenza quantistica. Quando viene applicata una differenza di temperatura lungo il circuito, l’interruzione del flusso di cariche elettriche porta alla costituzione di una differenza di potenziale elettrico fra i due elettrodi.

Fonte: LeScienze


Pubblicato il 27.09.2010

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Una società britannica di tecnologia della difesa, QinetiQ, sta testando un nuovo tipo di batteria agli ioni di litio per veicoli ibridi ed elettrici che potrebbero essere sostanzialmente più convenienti e più potenti rispetto alle batterie già esistenti.

La batteria si basa su ioni di litio e solfuro di ferro: ciò rivela un certo numero di vantaggi rispetto alle pile esistenti, afferma Gary Mepsted, responsabile tecnico del gruppo Qinetiq. La nuova batteria costerà la metà di quelle già in commercio, durerà di più e sarà possibile ricaricarla più velocemente rispetto alle altre batterie al litio.


Pubblicato il 04.01.2010

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Il prezzo da pagare per dire addio a carbone e petrolio sarà impestare il paesaggio di pesanti infrastrutture per l’energia solare? No, almeno a giudicare da alcune tendenze rispettose dell’impatto ambientale che cominciano a farsi largo nel settore dei pannelli solari.


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Pubblicato il 23.10.2009

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Secondo gli studiosi, si tratterebbe di un “metallo invertito” con i nuclei di deuterio che si muvono nel campo degli elettroni stazionari

Un campione di deuterio ultradenso – un cubo di 10 centimetri di lato peserebbe 130 tonnellate – è stato prodotto da un gruppo di ricerca del  Dipartimento di chimica dell’Università di Goteborg, in Svezia, guidato da Leif Holmlid.

Secondo le attuali conoscenze, si tratta di una forma di materia coinvolta nei processi che portano alla formazione delle stelle, e potrebbe essere presente all’interno dei pianeti giganti come Giove.


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Pubblicato il 13.05.2009

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Parità dei sessi raggiunta, e scusate se parliamo letteralmente, anche tra le lenzuola. Il controllo delle gravidanze indesiderate adesso tocca sempre più da vicino anche all’uomo. Basta che si facciano una iniziezione di testosterone per non avere bambini dalla propria partner.

Il nuovo sistema anticoncezionale maschile messo a punto dai ricercatori del National Research Institute for Family Planning di Pechino è stato testato su un campione di 1000 uomini fertili tra i 25 e 45 anni che negli ultimi due anni hanno ricevuto una iniezione di testosterone ogni mese. Risultato: nel 99 per cento il metodo è stato un efficace anticoncezionale e dopo pochi mesi dalla sospensione del trattamento in tutti eccetto due partecipanti all’esperimento la fertilità è tornata normale.


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Pubblicato il 06.05.2009

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