Un’azienda del North Carolina, la National Gypsum, sta testando dei fogli di materiale contenente capsule che assorbono l’umidità durante il giorno, per rilasciarla di notte. Le capsule, prodotte dalla BASF, sono già presenti in alcuni prodotti commercializzati in Europa.

L’utilizzo di questi fogli “Drywall” (Muri asciutti), permette di risparmiare il 20% di energia elettrica utilizzata dai condizionatori, questo vale per i Paesi più caldi. Per quanto riguarda il Nord Europa ad esempio, dove il clima non è particolarmente caldo e afoso, il climatizzatore addirittura sarebbe inutile.

Greenpeace ha aggiornato la classifica delle aziende che più e meglio rispettano i criteri di impatto minimo ambientale e di rispetto del consumatore. Ci sono i “buoni”, cioè quelle aziende che hanno saputo utilizzare materiali puliti, fornitori affidabili, energia pulita e gli immancabili “cattivi”.

All’ultimo posto troviamo Nintendo, la penultima posizione invece viene aggiudicata a Microsoft il cui tallone d’Achille è la presenza di sostanze inquinanti e pericolose nella composizione dei suoi prodotti elettronici. Entrambe le aziende promettono un miglioramento per quanto riguarda l’impatto ambientale, anche se la Nintendo, che già entro il 2007 avrebbe dovuto diminuire le emissioni del 2%, è riuscita a peggiorare la situazione aumentandole del 2%. Verso metà troviamo la Apple, in prima posizione invece festeggia la Nokia, azienda tecnologica quindi più pulita e con la minore quantità di emissioni nocive, anche per quanto riguarda materiale di composizione dei suoi prodotti.

I semafori con luci a LED consumano il 90% di energia in meno, durano di più e necessitano di meno manutenzione. Questo è il motivo per cui città in tutto il mondo stanno abbracciando questa tecnologia,presto lo farà anche Roma.
Gran parte dell’efficienza deriva dal fatto che l’energia non viene “sprecata” in calore. Ci possono essere delle piccole controindicazioni, per esempio la neve non viene sciolta.
Alcune città in America stanno correndo ai ripari usando aria compressa, in Minnesota, oppure con olio di gomito nel Wisconsin.

La Mercedes opera su più fronti nell’ecomobilità. Da una parte lo sviluppo dell’auto elettrica, che si è concretato con la messa in produzione della Smart fortwo electric drive (per ora mille unità/anno affidate in noleggio a clienti selezionati), dall’altra quello della vettura a idrogeno, che, in fondo, porta al medesimo risultato. In effetti, si ha un veicolo a emissioni zero, ma la corrente è fornita non da una presa casalinga o da colonnine speciali, bensì da un sistema di fuel cells, o pile a combustibile, alimentate a idrogeno, che forniscono l’energia a un motore elettrico.
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