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Proprio mentre sta per iniziare il vertice sul clima di Copenhagen, che giorno dopo giorno sembra depotenziarsi, rispetto agli ambiziosi (e necessari) obiettivi originali, ecco arrivare una notizia che, nel suo picciolo, potrebbe farci guardare al futuro con un pizzico di ottimismo in più. A Milano, una delle città più inquinate d’Europa, sorgerà il prossimo anno un albergo di lusso completamente eco sostenibile. La notizia non sta tanto nell’eco sostenibilità (per quanto…a Milano è ancora motivo di stupore), ma nel fatto che l’albergo sarà ubicato in pieno centro.
L’Hotel Milano Scala aprirà il prossimo anno in via dell’Orso e sfrutterà una tecnologia all’avanguardia realizzata da Mitsubishi Electric: produrrà infatti energia senza bruciare alcun tipo di combustibile e senza rilasciare CO2 nell’ambiente. Il sistema Hot Water System recupera l’energia utilizzata per generare climatizzazione e, nell’ambito di una struttura alberghiera, la utilizza per la produzione dell’acqua calda per uso sanitario (bagni, piscina, SPA, ristorante) e per il riscaldamento (a pavimento o a caloriferi), senza che quest’operazione comporti produzione di CO2. Addio alla caldaia, quindi. L’hotel si avvarrà , ovviamente, di fornitori di energia che utilizzano esclusivamente fonti pulite e rinnovabili.Il risparmio energetico è stimato nel 45% con una riduzione di emissioni di CO2 pari a 417,5 tonnellate all’anno.
A partire da gennaio parte della capitale finlandese sarà riscaldata dal calore prodotto da alcuni server in rack posti sotto una cattedrale
Roma – Il calore prodotto dai datacenter nella maggior parte dei casi rappresenta un problema per chi li deve gestire. Nel caso però in cui i rack si trovino sotto una cattedrale del centro di Helsinki, in Finlandia, l’alta temperatura generata negli ambienti che li ospitano sarà utilizzata per riscaldare circa cinquecento abitazioni del circondario.
L’aria calda proveniente dal datacenter di un’azienda locale entro la fine di gennaio verrà intubata e immessa nella rete di riscaldamento che va a toccare pressoché ogni edificio della capitale finlandese. “È assolutamente probabile che buona parte del riscaldamento cittadino possa essere generata dall’energia termica prodotta nei locali che ospitano i server” ha spiegato Juha Sipila, responsabile del locale fornitore d’energia.
Crystal Island sorgerà a Mosca, a soli 7,5 k
m dal Cremlino nel 2013 e sarà l’edificio ecosostenibile più grande del mondo. La sua punta più alta raggiungerà i 450 metri e la sua superficie complessiva sarà di 2,5 milioni di metri quadrati, così estesa che è stato definito una città nella città . Non un vero e proprio edificio quindi, quanto una specie di città coperta in grado di ospitare 30 mila abitanti e negozi, alberghi (per un totale di 3000 camere), musei, cinema, teatri e addirittura una pista di pattinaggio sul ghiaccio, tutti meravigliosamente efficienti dal punto di vista energetico.
E’ Norman Foster l’autore di questo immenso progetto che avrà la forma di un vulcano, una gigantesca spirale costellata da terrazze-giardino che serviranno ad evitare le dispersioni termiche dell’edificio nel gelido clima russo. Eh sì perché questo progetto, che modificherà lo skyline della città di Mosca, è definibile ambizioso non solo per le sue colossali dimensioni, ma anche per il sito in cui verrà realizzato, caratterizzato da temperature invernali davvero bassissime. E’ stato sicuramente un evento eccezionale, ma nel gennaio del 1987, a Mosca vennero raggiunti i -39 gradi centigradi!
C’è gran movimento tra imprese e istituti di ricerca impegnati nel settore delle energie rinnovabili: al lavoro su alghe, impianti osmotici e celle solari ultra-sottili
Roma – In vista del prossimo vertice sul clima che si terrà a Copenaghen, i grandi protagonisti dell’economia mondiale hanno già annunciato impegni importanti e promesse di riduzione concreta delle emissioni di gas serra: gli USA dicono che ridurranno del 17 per cento il loro “contributo” al riscaldamento globale, l’Europa del 20 e la Cina addirittura del 40 (in relazione al suo PIL). In un simile contesto va a inserirsi l’incremento di ricerche e investimenti nel settore pubblico e privato per lo sviluppo su larga scala di fonti energetiche alternative.

L’idea che nelle nostre città non ci siano più black out è di per sé rassicurante. Pensate ora ad una rete di cavi sottomarini che colleghino i vari continenti del mondo, trasportando elettricità dai paesi che ne hanno di più a quelli che ne hanno meno. Non solo, e se sotto i nostri mari si potesse trasferire energia prodotta da fonti rinnovavili da luoghi pieni di vento e sole ad altri in cui invece eolico e fotovoltico hanno meno fortuna?
Il fatto che tutto questo sia possibile ci fa sperare in un futuro in cui si parlerà sempre meno catastroficamente di surriscaldamento globale. Se in Europa e negli USA le interconnessioni sottomarine sono già una realtà , a Doha, sul Golfo Arabo, abbiamo incontrato qualcuno che sta spingendo l’idea un passo più lontano, forse non solo geograficamente.
Gli oceani costituiscono una enorme riserva energetica che potrebbe produrre ben più del fabbisogno globale. Dopo il solare, l’eolico e le biomasse, l’energia degli oceani è la piu recente sfida nel campo delle energie rinnovabili. Come funzionano un generatore di energia che sta per essere messo in esercizio, e due altri strumenti ancora in fase sperimentale.
Euronews

Il prezzo da pagare per dire addio a carbone e petrolio sarà impestare il paesaggio di pesanti infrastrutture per l’energia solare? No, almeno a giudicare da alcune tendenze rispettose dell’impatto ambientale che cominciano a farsi largo nel settore dei pannelli solari.

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