Trinley Dorje é un ventiquattrenne un po’ speciale. Ama la musica, il cinema e i videogiochi come milioni di suoi coetanei, ma ricopre la carica di Karmapa Lama, ossia quella di unico leader buddista legalmente riconosciuta dai governi di Cina, India e Tibet. Durante un’intervista al Times indiano ha rilasciato alcune affermazioni inusuali (almeno visto il clima generale che accompagna questo mezzo di intrattenimento dalla sua nascita) nei confronti dei videogiochi.

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Massimo Marchiori è professore di Reti e Tecnologie Web all’università di Padova e visiting professor al Massachusetts Institute of Technology (Mit). Ha creato il concetto di iperinformazione e il motore HyperSearch, idee che hanno portato alla creazione di Google. È l’autore di vari standard mondiali per il Web. Ha vinto (unico italiano) il premio TR100, riservato ai 100 giovani ricercatori più innovatori al mondo.

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Indovinello: cos’hanno in comune i programmi “Irfanview 4.25”, “Windows 7”, “Mac OS X 10.6”, “Ubuntu 9.04” e “OpenOffice 3.1”? Dai è facile, non lo vedi quel numero che segue il loro nome? Si tratta della “versione”, cioè di un codice che identifica un’edizione aggiornata del software. Così, per esempio, capisci al volo che, se hai OpenOffice 2.0, c’è una nuova versione che ti aspetta, con funzioni aggiuntive. Ciò che pochi sanno, è che dietro a dei semplici numeri, si nasconde in realtà un mondo pieno di aneddoti, curiosità e storie sfiziose.

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Roma – Tirando un’altra picconata all’altissimo muro che un tempo isolava la Cina dal resto del mondo, Intel ha annunciato l’imminente costruzione su suolo mandarino di una fabbrica di chip capace di produrre wafer da 300 mm con tecnologia a 65 nanometri.

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Roma – Più che un’onda, sembra un vortice: sono queste le prime impressioni raccolte in seguito all’annuncio di Google Wave, il nuovo camaleontico servizio sviluppato per BigG dall’equipe australiana già impiegata nella realizzazione di Maps, il servizio di mappe digitali offerto dal web. Darne una descrizione ben definita appare una sfida non semplice, dal momento che il nuovo servizio ha un’ambizione sfacciatamente provocatoria, ovvero rivoluzionare il modo di comunicare, centrifugando in un unico contenitore email, messaggistica istantanea, social network e intelligenza collaborativa.

Per comprendere le molteplici sfaccettature nascoste dietro a Wave, progetto annunciato dai fratelli Rasmussen durante il Google I/O tenutosi di recente, è utile ricordare l’evoluzione che ha subito negli ultimi tempi Gmail, arricchitosi tra l’altro di un instant messager che permette di effettuare anche videoconferenze ed interagire con i vari strumenti messi a disposizione dagli utenti. Wave può essere considerato come il contenitore definitivo, una piattaforma web based accessibile dal browser che promette di unire sotto un unico tetto i vari servizi, permettendo di scambiare email, link, mappe, documenti e di creare gruppi di discussione. “In Google Wave puoi creare un wave ed aggiungere i tuoi contatti, permettendo loro di replicare, modificare, aggiungere testo, foto, gadget o addirittura feed da altre fonti esterne” si legge sul blog ufficiale di Google.

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