Roma – La Grande G irromperà sul mercato degli ebook, metterà le proprie infrastrutture al servizio degli editori, non si limiterà ad agire da intermediario a favore degli altri venditori di libri: si farà largo con un modello di business che promette di sbaragliare i competitor offrendo flessibilità e ecosistemi aperti. E opportunità più fruttuose per i detentori dei diritti.

Non un ambiente chiuso, nessuna palizzata all’accesso, un fluire di testi a pagamento declinati nelle proposte al pubblico che più allettano gli editori: Google ha accennato a questa prospettiva nel corso dell’annuale BookExpo di New York. Ad esporsi è stato Tom Turvey, che si occupa di gestire le partnership strategiche di Mountain View: il progetto sarà attivo prima della fine del 2009, ha spiegato, consentirà ai cittadini della rete di acquistare titoli online, testi di cui fruire su qualsiasi dispositivo dotato di browser, online e offline, senza lock-in di sorta. Google non crede che il mercato dei libri digitali si possa alimentare di sistemi proprietari e di canali prestabiliti: al lettore deve essere concessa la massima libertà di azione, deve poter fruire del prodotto che ha acquistato con la mediazione di schermi di ogni tipo.

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Un tempo c’era Harry Potter, il best-seller che non ha certo bisogno di presentazioni. E ora che per il maghetto, pare, le avventure sono finite? Come se la caverà Bloomsbury, la casa editrice della Rowling?

Il suo futuro sta nella scienza. Gratuita. Sir John Sulston, premio Nobel e uno dei fondatori del Progetto Genoma, sta infatti collaborando con la Bloomsbury a una collana di libri gratuiti, da scaricare liberamente dal web. Per l’occasione, sarà inaugurata Bloomsbury Academic, etichetta creata l’anno scorso ma mai utilizzata fino a questo momento.

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Dopo il primo quotidiano elettronico, La stampa in formato non più da sfogliare ma da scrollare su display, a Torino parte ora l’invasione di ebook nella scuola, l’ITIS Grassi, presso la quale partirà una sperimentazione con testi convertiti in digitale, da leggere attraverso gli appositi dispositivi.

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Facebook e Twitter possono provocare il cancro, La carne rossa e il tè bollente aumentano di ben tre volte la possibilità di fartelo venire. Per non parlare del caffè che potrebbe provocare la leucemia ai nostri bambini e la Tv che li fa diventare stupidi, mentre la panacea di tutti i mali sembrano questa o quella pilllola o i trattamenti detox.

Potremmo citarvi i mille studi scientifici che “provano” questi e i molti altri casi analogamente inquietanti che affollano i giornali, ma li abbiamo racchiusi tutti in un’unica parola BULLSHIT.

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