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	<title>Freelabs.it - Technology, news and future &#187; Medicina</title>
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		<title>Un algoritmo per identificare i ricordi</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 13:08:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Zanatta</dc:creator>
				<category><![CDATA[All News]]></category>
		<category><![CDATA[Biologia]]></category>
		<category><![CDATA[Medicina]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;L&#8217;algoritmo è stato in grado di predire correttamente quale fra tre filmati il volontario stava ricordando. Ciò suggerisce che i nostri ricordi siano registrati secondo schemi regolari&#8221;, ha commentato Eleanor Maguire, che ha diretto lo studio. Analizzando l&#8217;attività cerebrale registrata da una risonanza magnetica funzionale, un algoritmo messo a punto da alcuni ricercatori del Wellcome [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://4.bp.blogspot.com/_xSNflxgwxtQ/SZhwXCNhMKI/AAAAAAAAACw/w-xDMRifP8k/s320/memoria1.jpg" alt="" width="134" height="134" />&#8220;<strong>L&#8217;algoritmo è stato in grado di predire correttamente quale fra tre filmati il volontario stava ricordando.</strong> Ciò suggerisce che i nostri ricordi siano registrati secondo schemi regolari&#8221;, ha commentato Eleanor Maguire, che ha diretto lo studio.</p>
<p>Analizzando l&#8217;attività cerebrale registrata da una risonanza magnetica funzionale, un algoritmo messo a punto da alcuni ricercatori del Wellcome Trust Centre for Neuroimaging dell&#8217;University College di Londra, è stato in grado di identificare quale, fra tre ricordi, un gruppo di volontari stava in quel momento richiamando alla memoria.</p>
<p>&#8220;Ora che stiamo sviluppando un quadro più chiaro del modo in cui sono archiviati i nostri ricordi, speriamo di riuscire a comprendere come sono influenzati dal tempo, dai processi di invecchiamento e dalle eventuali lesioni.&#8221;</p>
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		<title>CES2010/ L&#8217;infermiere elettronico</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 20:03:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Zanatta</dc:creator>
				<category><![CDATA[All News]]></category>
		<category><![CDATA[Ingegneria e tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Medicina]]></category>

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		<description><![CDATA[La &#8220;macchinetta delle medicine&#8221;. TabSafe è il dispenser che dà nome all&#8217;azienda che lo produce capeggiata da Stephen Axelrod, dottore specializzato in medicina d&#8217;urgenza con 30 anni di esperienza pratica alle spalle. La macchina è composta da 4 dischi, ognuno dei quali va caricato con le pillole che verranno dispensate ad orari determinati al paziente. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://punto-informatico.it/punto/20100111/luc_cestab01.jpg" alt="" width="151" height="227" />La &#8220;macchinetta delle medicine&#8221;.</p>
<p>TabSafe è il dispenser che dà nome all&#8217;azienda che lo produce capeggiata da Stephen Axelrod, dottore specializzato in medicina d&#8217;urgenza con 30 anni di esperienza pratica alle spalle.</p>
<p>La macchina è composta da 4 dischi, ognuno dei quali va caricato con le pillole che verranno dispensate ad orari determinati al paziente. Il tutto viene programmato e monitorato online: se infatti il paziente non prende le pillole prescritte, TabSafe provvederà autonomamente prima a contattare il paziente stesso, poi i familiari e gli altri numeri telefonici precedentemente inseriti.</p>
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		<title>Virus H1N1: chi vuol essere milionario?</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 17:15:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Zanatta</dc:creator>
				<category><![CDATA[All News]]></category>
		<category><![CDATA[Medicina]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Freelabs.it &#8211; Ci voleva un articolo del quotidiano francese Le Monde perchè si aprisse un&#8217;inchiesta sui miliardi di euro spesi dai governi europei in vaccini contro la fantomatica influenza suina&#8230; Milioni di dosi in eccesso, mercanteggio delle stesse con paesi africani e dell&#8217;est Europa, ora gli stati europei che avevano (ingiustificatamente, ndr) investito centinaia di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.dazebao.org/news/images/stories/archivio68/virus.jpg" alt="" width="240" height="177" />Freelabs.it &#8211; Ci voleva un articolo del quotidiano francese Le Monde perchè si aprisse un&#8217;inchiesta sui miliardi di euro spesi dai governi europei in vaccini contro la <strong>fantomatica influenza suina</strong>&#8230;</p>
<p>Milioni di dosi in eccesso, mercanteggio delle stesse con paesi africani e dell&#8217;est Europa, ora gli stati europei che avevano (ingiustificatamente, ndr) investito <strong>centinaia di milioni di euro</strong> in vaccini, stanno cercando di rivenderli per limitare la perdita economica subita.</p>
<p>E&#8217; notizia delle ultime ore che anche il consiglio dell&#8217;UE ha aperto un&#8217;inchiesta riguardante i livelli di allarmismo esagerati verificatisi in molte delle nazioni europee.</p>
<p>Probabilmente il governo francese sarà oggetto di un&#8217; inchiesta parlamentare, il Ministro della sanità francese dovrà giustificare la spesa folle -oltre 869 milioni di euro- per l&#8217;acquisto dei vaccini e informare quali saranno i costi delle penali sugli ordini annullati alle case farmaceutiche implicate (GSK, Sanofi Pasteur, GlaxoSmithKline).</p>
<p><span id="more-1028"></span></p>
<p>Di seguito le conseguenze dell&#8217;acquisto sconsiderato di vaccini:<br />
<small><em>(tratto da http://www.dazebao.org )</em></small></p>
<p><strong>Francia</strong><br />
Il governo francese, secondo il ministro della sanità, ha acquistato 94 milioni di dosi per una spesa di 869 milioni di euro. Solo 5 milioni di persone sono state vaccinate. Ma ci sono già contratti di vendita firmati con il Quatar ( 300 mila dosi) e l&#8217;Egitto ( 2 milioni di dosi) per un ammontare di 16 milioni di euro. Altre negoziazioni sono in corso, l&#8217;Ucraina, aspramente contesa da Francia e Germania, per esempio, è oggetto di una battaglia commerciale per la vendita dei vaccini in surplus. Parigi aveva già offerto nel settembre scorso 9 milioni di dosi all&#8217;OMS, in un quadro di sforzi congiunti con Stati Uniti, Australia, Brasile, Italia, Nuova Zelanda, Norvegia, Svizzera, Regno Unito,  per mettere a disposizione dei paesi più poveri il 10% per cento delle riserve di vaccini.<br />
<strong><br />
Germania</strong><br />
Sono state ordinate 50 milioni di dosi, di cui 20 già consegnate, nella prospettiva della vaccinazione a 2 iniezioni. Ma fino agli inizi di Dicembre i tedeschi che hanno accettato di farsi vaccinare sono stati solo 6 milioni. In concorrenza con la Francia, la Germania ha proposto all&#8217;Ucraina 2,2 milioni di dosi. Moldavia, Macedonia, Albania, il Kosovo, Mongolia e le Maldive sarebbero in trattativa per ottenere da Berlino i vaccini a titolo di aiuti allo sviluppo.<br />
<strong><br />
Paesi Bassi</strong><br />
In possesso di 34 milioni di dosi i Paesi Bassi hanno deciso, a fine Novembre, di rivenderne 19 milioni &#8221; a paesi fortemente in carenza di vaccini&#8221; All&#8217;incirca, secondo il ministro della sanità olandese, 2 milioni di dosi dovrebbero essere state vendute in Dicembre e pi˘ di 17 milioni di vaccini lo saranno nei primi mesi del 2010.<br />
<strong><br />
Inghilterra</strong><br />
Il Regno Unito, che ancora non mercanteggia dosi, sta sondando la possibilità di vendere i vaccini in surplus, secondo il ministro della sanità inglese &#8221; si studia la possibilità di vendere a quei paesi che cercano costantemente i vaccini&#8221; e aggiunge &#8221; Noi abbiamo dato dei contributi in denaro all&#8217;OMS e ora esaminiamo quali siano le opzioni dei nostri contratti&#8221; precisando che questo avverrebbe qualora gli stock di vaccini restassero inutilizzati. Londra, pur prevedendo di acquistare dosi sufficienti per tutta la popolazione,† aveva annunciato in Ottobre la vaccinazione di 11 milioni di inglesi, a oggi non ha deciso per una campagna di vaccinazione sistematica.<br />
<strong><br />
Spagna</strong><br />
Le autorità spagnole avevano ordinato 37 milioni di vaccini, sempre nella previsione della doppia iniezione, ma precisarono, che questa domanda avrebbe potuto essere rivista al ribasso. Di fatto, spiega il ministro della sanità spagnolo al quotidiano El Pais, una volta che si è visto che un&#8217; iniezione era sufficiente gli ordini sono stati interrotti. All&#8217;oggi 9 milioni di dosi sono state distribuite alle regioni spagnole e il totale del numero di vaccini acquistati dovrebbe aggirarsi sui 13 milioni di dosi.</p>
<p><strong>Belgio</strong><br />
Per il momento, secondo il porta parola del comitato &#8221; Influenza&#8221;, non è stata presa alcuna decisione sulla rivendita dello stock dei vaccini ai paesi stranieri. Ma almeno 2 milioni di dosi, sui 12,6 ordinati, sono state messe a disposizione per le popolazioni a rischio.<br />
<strong><br />
Italia</strong><br />
Il paese ha acquistato 48 milioni di dosi con l&#8217;obiettivo di vaccinare il 40 % della popolazione. All&#8217;oggi solo 840 mila dosi sono state utilizzate. Per quel che riguarda la rivendita delle dosi in surplus, il direttore generale della prevenzione al ministero della sanità Fabrizio Oleari spiega che &#8221; Nessuna decisione sarà presa prima della fine della campagna di vaccinazione&#8221; dunque nulla prima della fine di Febbraio. &#8220;Ma, secondo lui, l&#8217;Italia è uno dei paesi europei che hanno acquistato il minor numero di dosi.&#8221;</p>
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		<title>Via libera alla riforma sanitariaBarack Obama ce l&#8217;ha fatta</title>
		<link>http://www.freelabs.it/riforma_sanitaria_obama/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Dec 2009 13:45:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Zanatta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Medicina]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Il senato approva la misura che garantirà, per la prima volta negli Stati Uniti, una copertura sanitaria universale, fornendo assistenza a circa 30 milioni di persone ora non assicurate. Ora il testo approvato al Senato dovrà essere armonizzato con quello passato il mese scorso alla Camera, prima di poter essere approvato definitivamente al Congresso ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://santagatando.files.wordpress.com/2009/01/barack-obama.jpg" alt="" /></p>
<p><strong>Il senato approva la misura che garantirà</strong>, per la prima volta negli Stati Uniti, una <strong>copertura sanitaria universale</strong>, fornendo assistenza a circa 30 milioni di persone ora non assicurate.</p>
<p><span style="font-weight: bold; padding: 0px; margin: 0px;">Ora il testo approvato</span><strong> </strong>al Senato dovrà essere armonizzato con quello passato il mese scorso alla Camera, prima di poter essere approvato definitivamente al Congresso ed andare alla firma del presidente Obama, i democratici sperano entro la fine di gennaio.</p>
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		<title>Una molecola per curare l&#8217;epatite C</title>
		<link>http://www.freelabs.it/una-molecola-per-curare-lepatite-c/</link>
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		<pubDate>Sat, 05 Dec 2009 13:48:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Zanatta</dc:creator>
				<category><![CDATA[All News]]></category>
		<category><![CDATA[Biologia]]></category>
		<category><![CDATA[Medicina]]></category>

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		<description><![CDATA[Si tratta del &#8216;microRNA122&#8242; che sconfigge il virus (ANSA) &#8211; ROMA &#8211; Una nuova cura potrebbe sconfiggere l&#8217;epatite C:si tratta di una molecola che blocca una sostanza &#8216;Rna&#8217; che moltiplica il virus dell&#8217; epatite. Il farmaco blocca la riproduzione del virus e riduce il carico virale nel sangue e nel fegato. La molecola, un piccolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.ansa.it/webimages/section_210/2009/9/4/d2f2b5e31bf6d65120c08be9be6debd3.jpg" alt="" /><strong>Si tratta del &#8216;microRNA122&#8242; che sconfigge il virus</strong></p>
<p>(ANSA) &#8211; ROMA &#8211; Una nuova cura potrebbe sconfiggere  l&#8217;epatite C:si tratta di una molecola che blocca una  sostanza &#8216;Rna&#8217; che moltiplica il virus dell&#8217; epatite. Il  farmaco blocca la riproduzione del virus e riduce il carico  virale nel sangue e nel fegato. La molecola, un piccolo  frammento di acido nucleico,e&#8217; stata testata con successo su  scimpanze&#8217; ed e&#8217; in sperimentazione clinica di fase uno su  volontari sani. La rivista Science riferisce che la  molecola, SPC3649, inibisce il &#8216;microRNA122&#8242; e sconfigge il  virus.</p>
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		<title>Un inventore ci riprova con il braccio bionico</title>
		<link>http://www.freelabs.it/un-inventore-ci-riprova-con-il-braccio-bionico/</link>
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		<pubDate>Sat, 06 Jun 2009 19:59:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Zanatta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ingegneria e tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Medicina]]></category>
		<category><![CDATA[braccio bionico]]></category>
		<category><![CDATA[dean kamen]]></category>
		<category><![CDATA[deka arm]]></category>
		<category><![CDATA[segway]]></category>

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		<description><![CDATA[Hai idea di chi sia Dean Kamen? In caso negativo sei giustificato: è l’inventore del Segway, quel curioso mezzo motorizzato su due ruote, tanto pavoneggiato dai cittadini a stelle e strisce. Diciamocelo: un bel fiasco, come evidenziato dalla sua presenza nella classifica dei peggiori flop tecnologici del decennio. Ma il buon Dean è un inventore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://services.condenetint.com/dam/674x281/d_f/deka.jpg" alt="" width="411" height="171" /></p>
<p>Hai idea di chi sia Dean Kamen?</p>
<p>In caso negativo sei giustificato: è l’inventore del <a href="http://www.segway.com/">Segway</a>, quel curioso mezzo motorizzato su due ruote, tanto pavoneggiato dai cittadini a stelle e strisce. Diciamocelo: un bel fiasco, come evidenziato dalla sua presenza nella <a title="EPIC FAIL! La classifica dei peggiori flop tecnologici del decennio" href="http://www.wired.it/news/archivio/2009-05/19/epic-fail%21-la-classifica-dei-peggiori-flop-tecnologici-del-decennio.aspx">classifica dei peggiori flop tecnologici del decennio</a>.</p>
<p>Ma il buon Dean è un inventore dalla scorza dura, e così eccolo a presentare la sua nuova creatura: DEKA Arm. Si tratta di un braccio bionico, e quindi molto più utile di un veicolo nato per farti sfrecciare a tutta velocità (con tremila e passa euro in meno nel portafogli). L’apparecchio è stato sviluppato presso <a href="http://www.dekaresearch.com/">i laboratori della DEKA</a>, di proprietà di Kamen, e al momento è dedicato solo ai veterani di guerra che, reduci dal Vietnam, hanno perso un braccio durante i combattimenti.</p>
<p><span id="more-395"></span>La sua particolarità è di essere perfettamente controllabile tramite una serie di sensori installabili in una scarpa. Quindi, di fatto, muovendo il piede si muove questo braccio bionico, quasi con la stessa libertà di un arto in carne e ossa. Al momento la trasmissione dei comandi avviene con dei sottili fili, ma DEKA è già al lavoro su un nuovo modello, wireless.</p>
<p>Le prime sperimentazioni, effettuate congiuntamente alla <a href="http://www.va.gov/">US Veterans Administration (VA)</a>, benedicono la nuova invenzione di Kamen, in grado di sostituire braccia complete e di alzarsi fino a sopra la testa. Una cosa, per stessa ammissione della VA, finora impossibile con le classiche protesi. Un’altra caratteristica innovativa del braccio bionico è di segnalare con prontezza la forza della presa che si esercita. Un po’ come avviene con le tecnologie di “force feedback” dei videogiochi, l’intensità della stretta è indicata da vibrazioni più o meno intense, che consentono di dosare la forza a seconda delle situazioni. Benché il progetto di Kamen e della sua DEKA sia ancora in fase di sviluppo e sperimentazione, ha già ottenuto il placet di Frederick Downs, a capo del Prosthetic and Sensory Aids Service della Veterans Administration, che perse un braccio proprio durante un combattimento in Vietnam. Mr. Downs lo ha utilizzato per bere da una bottiglietta d’acqua, con l’ausilio del sistema di controllo al piede: “imparare a usare i comandi non è difficile”, ha affermato. Non resta che attendere i futuri sviluppi di un progetto magari meno sensazionali del famigerato Segway, ma che, fin da questo momento, appare ben più utile.</p>
<p>Fonte: Wired</p>
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		<title>Prevenire influenze animali si può. Basta ascoltare</title>
		<link>http://www.freelabs.it/prevenire-influenze-animali-si-puo-basta-ascoltare/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2009 17:25:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Zanatta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ingegneria e tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Medicina]]></category>

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		<description><![CDATA[I virus, si sa, fanno paura. Quelli che arrivano dagli animali poi a volte scatenano vere e proprie psicosi. In Egitto, ad esempio, il terrore del contagio ha portato al massacro di decine di maiali. Ma per prevenire il diffondersi di influenze animali esistono soluzioni decisamente meno drastiche. Un esempio è la &#8220;monitorazione bioacustica&#8221; degli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://services.condenetint.com/dam/674x281/o_r/pigggy1519121063_0f075b7265_b.jpg" alt="" width="355" height="148" /></p>
<p>I virus, si sa, fanno paura. Quelli che arrivano dagli animali poi a volte scatenano vere e proprie psicosi. In Egitto, ad esempio, il terrore del contagio ha portato al <a href="http://www.youtube.com/watch?v=jwMIlw7rCSc">massacro di decine di maiali</a>.<br />
Ma per prevenire il diffondersi di influenze animali esistono soluzioni decisamente meno drastiche. Un esempio è la &#8220;monitorazione bioacustica&#8221; degli allevamenti. Tradotto: registrare i colpi di tosse negli allevamenti per individuare e trattare i singoli animali malati. È l&#8217;idea alla base del  <a href="http://www.vsa.unimi.it/personale/docenti/marcellaguarino.htm">progetto guidato da Marcella Guarino</a>, del Dipartimento di Scienze e Tecnologie veterinarie per la sicurezza alimentare, e <a href="http://www.dipav.unimi.it/scheda.php?gind=158">Vittorio Sala, del Dipartimento di Patologia animale,</a> Igiene e Sanità pubblica veterinaria dell&#8217;Università di Milano.</p>
<p><span id="more-355"></span>&#8220;Il nostro sistema consiste nel mettere microfoni nelle porcilaie e registrare le tossi dei singoli maiali – racconta Marcella Guarino – Le registrazioni passano poi online e vengono analizzate da un software che è in grado di distinguere le tossi patologiche da quelle occasionali.&#8221;</p>
<p>Questo sistema non permette solo di individuare la presenza di un animale malato all&#8217;interno di un allevamento, ma anche di localizzare il singolo box da cui proviene il colpo di tosse sospetto. Ciò è possibile grazie all&#8217;utilizzo di più microfoni che, posizionati in punti diversi all&#8217;interno dell&#8217;ambiente, permettono di calcolare la differenza tra il tempo di ricezione di ogni microfono e di risalire al box dal quale proviene il suono. Una volta individuato l&#8217;animale malato, la palla passa al veterinario patologo che fa la diagnosi.<br />
Il progetto è stato brevettato e potrebbe trovare presto applicazione negli impianti zootecnici. Certo, sempre che la tecnologia necessaria non comporti costi proibitivi. A quanto pare no: perché la monitorazione bioacustica non è solo utile, costa anche poco.</p>
<p>&#8220;Bastano normalissimi microfoni, un pc e amplificatori che si trovano tranquillamente in commercio – spiega Guarino – Su un allevamento di 350 suini abbiamo testato il sistema con soli 7 microfoni&#8221;. Attualmente i due team di ricerca stanno lavorando per testare questo sistema anche sul vitello. Non è però da escludere che il brevetto possa in futuro essere utilizzato per scopi umani.</p>
<p>&#8220;Potrebbe essere sfruttato nelle sale d&#8217;attesa dei voli – suggerisce Marcella Guarino &#8211; oppure nei campi militari, la salute dei ragazzi che dormono nelle tende potrebbe essere monitorata in modo non invasivo.&#8221;</p>
<p>Fonte: Wired</p>
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		<title>Staminali per combattere i tumori</title>
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		<pubDate>Sat, 23 May 2009 07:42:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Zanatta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ingegneria e tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Medicina]]></category>

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		<description><![CDATA[Nei topi, i ricercatori hanno mostrato che le cellule staminali sono in grado di ridurre di circa l&#8217;80 per cento la crescita di tumori del seno sottocutanei. Le stesse cellule staminali possono ridurre del 38 per cento le metastasi polmonari Un gruppo di ricercatori del Centre for Respiratory Research dello University College di Londra ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://data.kataweb.it/kpmimages/kpm3/misc/scienze/2009/05/20/jpg_1338486.jpg" alt="" /><span class="titolo">Nei topi, i ricercatori hanno mostrato che le cellule staminali sono in grado di ridurre di circa l&#8217;80 per cento la crescita di tumori del seno sottocutanei. Le stesse cellule staminali possono ridurre del 38 per cento le metastasi polmonari</span></p>
<p>Un gruppo di ricercatori del Centre for Respiratory Research dello University College di Londra ha dimostrato la capacità delle cellule staminali adulte di midollo osseo, le cellule staminali mesenchimali, o MSC, di produrre proteine che distruggono e cellule tumorali.</p>
<p>Le cellule staminali geneticamente ingegnerizzate riescono infatti a localizzare le cellule cancerose, sia in coltura sia nel modello murino, e a distruggerle, risparmiando quelle normali, grazie alla liberazione della sostanza nota come ligando inducente l&#8217;apoptosi correlato al TNF (<em>TNF-related apoptosis-inducing ligand</em>, o TRAIL).</p>
<p><span id="more-343"></span></p>
<p>Precedenti studi avevano mostrato come le MSC possano essere utilizzate come vettori per somministrare una terapia antitumorali; d&#8217;altra parte alcune ricerche hanno evidenziato come il TRAIL possa uccidere le cellule tumorali ma non quelle normali. Inoltre, è noto che una piccola percentuali delle cellule neoplastiche – dall&#8217;1 al 2 per cento – siano anche staminali, e che proprio esse potrebbero esser responsabili dell&#8217;insorgenza del tumore, delle sue recidive e della chemioresistenza.</p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm;" lang="it-IT">&#8220;Le attuali terapie oncologiche sono limitate dalla tossicità e dalla capacità di resistenza del tumore; inoltre non possono distruggere cellule staminali tumorali”, ha spiegato Michael Loebinger, che ha condotto la ricerca e ne ha presentato i risultati alla <a href="http://www.thoracic.org/sections/meetings-and-courses/international-conference/2009/index.html">conferenza internazionale dell&#8217;American Thoracic Society</a>, in corso a San Diego.</p>
<p lang="it-IT">Nei topi, i ricercatori hanno mostrato che le cellule staminali sono in grado di ridurre di circa l&#8217;80 per cento la crescita di tumori del seno sottocutanei. Le stesse cellule staminali possono essere iniettate per via endovenosa come terapia per topi con metastasi polmonari, che vengono eliminate nel 38 per cento dei casi.</p>
<p>Questo è il primo studio a dimostrare una significativa riduzione dei tumori grazie a MSC indotte a esprimere TRAIL in una terapia con un bersaglio specifico”, ha concluso Loebinger. &#8220;I tumori del seno sono un buon modello delle metastasi, ma abbiamo intenzione di testare le cellule così ingegnerizzate con altri modelli, incluso il tumore del polmone, ed entro due o tre anni speriamo di cominciare i <em>trial </em>sugli esseri umani.”</p>
<p>Fonte: LeScienze</p>
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		<title>Provoca allucinazioni come l’LSD ed è ermafrodita: È il pesce che va verso Nord</title>
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		<pubDate>Fri, 22 May 2009 11:38:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Zanatta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Medicina]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze della terra]]></category>

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		<description><![CDATA[In una puntata dei Simpson, Homer prende un pesce in mano, lo lecca e viene subito da colto da effetti allucinogeni. Ebbene, questa scena geniale non è solo pura creazione dell’autore Matt Groening &#38; soci, ma prende spunto dall’esistenza reale di un animale pinnato. La Sarpa salpa vive nel Mediterraneo, dal Sudafrica fino al Golfo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://services.condenetint.com/dam/674x281/s_v/Sarpa_salpa-ok.jpg" alt="" width="343" height="143" /></p>
<p>In una puntata dei Simpson, Homer prende un pesce in mano, lo lecca e viene subito da colto da effetti allucinogeni. Ebbene, questa scena geniale non è solo pura creazione dell’autore Matt Groening &amp; soci, ma prende spunto dall’esistenza reale di un animale pinnato.</p>
<p>La <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sarpa_salpa">Sarpa salpa</a> vive nel Mediterraneo, dal Sudafrica fino al Golfo di Biscaglia. Probabilmente, proprio da qui si è mossa, seguendo le correnti calde, per giungere beata fin sulle coste della Cornovaglia. No, non si può parlare di traffico marittimo di stupefacenti anche se il pesciolino porta in sé qualità allucinanti, anzi per meglio dire: allucinogene.</p>
<p><span id="more-339"></span></p>
<p>Proprio come quelle dell’LSD, una delle sostanze stupefacenti allucinogene conosciute più potenti. Se viene mangiato il pesce in questione, si è colti da allucinazioni che possono durare per giorni. Precisamente è la testa del pesce che porta in sé proprietà “sballanti” e la causa è il plancton di cui si ciba l’animale. Ma il vertebrato porta con sé anche altre caratteristiche interessanti: nasce maschio e poi diviene femmina durante la crescita, è ermafrodita. Segni particolari: si contraddistingue allo sguardo per le striscioline dorate che porta addosso. Proprio da queste striscioline, il pescatore inglese, Andy Giles, ha riconosciuto l’esemplare, pare solo il quarto pescato in acque di Sua Maestà.</p>
<p>Gli esperti dicono che la Sarpa salpa si trova più comunemente tra Tenerife, Malta e Cipro e può essere stato un unico esemplare ad avventurarsi verso il Nord.</p>
<p>La Sarpa salpa viene servita al ristorante come le altre qualità di pesce ed è del 2006 la notizia di due uomini ricoverati in ospedale dopo averla degustata. Un arzillo novantenne ebbe l’ardire di ordinarla in una locanda nel Sud della Francia, come anche un più giovane quarantenne. Risultato: tutti e due KO. Il più anziano ha avuto allucinazioni uditive qualche ora dopo averla mangiata e incubi notturni che si sono protratti per un paio di giorni. Il quarantenne ha avuto allucinazioni per 36 ore.</p>
<p>Pare che comunque siano rari i casi di avvelenamento, infatti la quantità di veleno che la Sarpa salpa ingerisce mangiando il plancton è minima, quindi deve capitare che il pesciolino faccia una abbondante scorpacciata di organismi acquatici galleggianti. Cosa che non capita spesso.</p>
<p>Gli amanti dei coffee shop di Amsterdam, e dei funghetti allucinogeni, che abitano sulle coste del Mediterraneo potranno consolarsi in caso di mancato interrail verso la città arancione.</p>
<p>Hanno l’opportunità di sfidare la sorte ordinando al ristorante la Sarpa salpa. Con la speranza di beccare quella ingorda di plancton.</p>
<p>Fonte: Wired</p>
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		<title>I computer bloccano le pandemie al check in</title>
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		<pubDate>Fri, 22 May 2009 05:36:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Zanatta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ingegneria e tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Medicina]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando il pericolo di una pandemia è nell&#8217;aria, gli aeroporti si trasformano inevitabilmente in pericolosi avamposti per la diffusione della malattia. Per questo motivo, da anni sono stati sperimentati e usati diversi metodi di screening medico dei passeggeri ma, a quanto pare, con risultati non del tutto soddisfacenti. Ora, un gruppo di ricercatori americani, appartenenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://services.condenetint.com/dam/674x281/a_c/airport113959474_6493211cf1.jpg" alt="" width="346" height="144" /></p>
<p>Quando il pericolo di una pandemia è nell&#8217;aria, gli aeroporti si trasformano inevitabilmente in pericolosi avamposti per la diffusione della malattia. Per questo motivo, da anni sono stati sperimentati e usati diversi metodi di screening medico dei passeggeri ma, a quanto pare, con risultati non del tutto soddisfacenti. Ora, un gruppo di ricercatori americani, appartenenti ai quattro più importanti laboratori degli Stati Uniti, ha unito le forze e sembra aver trovato nuove soluzioni grazie ad una simulazione al computer.</p>
<p><span id="more-337"></span>In situazione di allarme, negli aeroporti viene eseguito uno screening medico prima dell&#8217;imbarco e, a volte, all&#8217;arrivo. Il più delle volte, consiste in un questionario sanitario con domande mirate, ma da qualche tempo a questa parte si sta cercando un aiuto in più anche dalla tecnologia. Con l&#8217;avvento della SARS, è stato introdotto il &#8216;thermal scanning&#8217;, cioè l&#8217;uso di telecamere a infrarossi per effettuare lo screening, adottato ultimamente da molti aeroporti in tutto il mondo per identificare eventuali casi di influenza suina. Sembra però che i metodi utilizzati fino ad oggi siano ancora imprecisi e controversi, soprattutto nel caso di uno screening &#8216;precoce&#8217;, possibile quando la malattia è ancora in incubazione e i sintomi non si sono ancora manifestati.</p>
<p>Poco tempo fa vi avevamo parlato di <a href="http://www.wired.it/news/archivio/2009-05/08/un-mondo-virtuale-ci-salvera-dalle-epidemie-reali.aspx">mondi virtuali che possono aiutare a prevenire</a> e affrontare al meglio le epidemie sul territorio, ora anche la soluzione ideale per gli aeroporti sembra sia arrivata dalla simulazione in laboratorio tramite computer. Gli scienziati americani, coordinati dal Dottor Robert Brigantic del <a href="http://www.pnl.gov/">Pacific Northwest National Laboratory</a>, hanno infatti sviluppato un computer capace di simulare lo screening negli aeroporti degli Stati Uniti, tenendo conto di tutte le variabili possibili. Il programma usato dal computer, combina le nozioni di epidemiologia con la conoscenza precisa dell&#8217;evoluzione della malattia presa in esame, e i possibili cambiamenti delle condizioni dei passeggeri nel corso del tempo.</p>
<p>Ma non solo, il team di Brigantic, dopo aver eseguito le simulazioni, considerando scenari diversi di pandemia, ha studiato le possibili soluzioni da intraprendere, che vanno dalla metodologia per una diagnosi immediata e precisa alle possibili misure d&#8217;emergenza. I risultati della ricerca, pubblicati sull&#8217;ultimo numero dell&#8217;<a href="http://www.inderscience.com/browse/index.php?issue=2/3/4&amp;journalID=24&amp;vol=5&amp;year=2005">International Journal of Risk Assessment and Management</a>, sembra diano uno strumento in più agli aeroporti, sia per gestire al meglio le misure di sicurezza in caso di pandemia sia per individuare con più facilità i soggetti che risultano erroneamente &#8216;negativi&#8217; negli screening classici.</p>
<p>Sembra che ci si stia avvicinando sempre di più a controlli automatizzati, più sicuri e veloci ma, in attesa di ulteriori sviluppi, le conferme definitive, come al solito, potranno arrivare solamente &#8216;sul campo&#8217;.</p>
<p>Fonte: Wired</p>
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