Aprire una società a responsabilità limitata semplificata (srl semplificata) con costi ridotti, capitale sociale di 1 euro, agevolazione per i giovani introdotta dal decreto sulle liberalizzazioni di Monti, diviene più semplice e meno costoso in quanto sono introdotte alcune novità in merito appunto al capitale minimo da sottoscrivere e versare al momento della costitutizione, oltre ad alcuni adempimenti ed agevolazioni sia nella gestione sia negli adempimenti burocratici.
Il Decreto sulle liberalizzazioni di Monti modifica il codice civile nella parte relativa al libro quinto capo settimo dedicato alla società a responsabilità limitata introducendo una nuova forma di SRL semplificata.
Che cosa è la SRL semplificata
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- Le liberalizzazioni sono uno degli obiettivi principali del Governo Monti. Lo scorso venerdì è stata presentata la bozza e da alcuni giorni i partiti politici non parlano d’altro. Taxi, farmacie, notai e altre classi sono state “attaccate”, ma un’altra liberalizzazione, se così può esser chiamata, è quella dell’abolizione del valore legale del titolo di studio. Se ne sente parlare da molto tempo, ma nessuno ha mai avuto il coraggio di fare un passo così importante in tema di università. Così, il Governo, ha avviato una discussione interna al Consiglio dei Ministri, come ha anticipato il CorSera domenica scorsa. Con molta probabilità al prossimo CdM, si arriverà ad una sintesi tra le varie posizioni e il Parlamento sarà costretto a discuterne.
Naturalmente, come sempre, si è sviluppata una discussione sul web, dove favorevoli e contrari continuano da un paio di giorni a confrontarsi sulla questione. Per questo bisogna spiegare bene cosa ha in mente l’esecutivo, per fare chiarezza su alcuni punti che sono oscuri.
Innanzitutto: non è vero che la laurea vale meno, ma è il punteggio che assume un ruolo diverso nel caso in cui il laureato dovesse partecipare ad un concorso pubblico. Infatti il candidato dovrà dimostrare professionalità e capacità, affinché possa essere il vincitore di un determinato concorso nella PA. Per vincere, il punteggio conseguito alla laurea non avrà più un ruolo vincolante come adesso: in parole povere, il 110 e lode non sarà di per sé un titolo di merito particolare, se a concederlo è stata una università poco selettiva. Allo stesso modo per ambire ad alcuni ruoli dirigenziali, non servirà più una determinata laurea: ad esempio per essere assunti come dirigenti Asl, importerà poco se si sarà in possesso di una laurea in Giurisprudenza o in Lettere, si dovrà dimostrare la capacità di dirigere un ente importante come quello sanitario.
Quindi, si potrà essere laureati con 110 e lode o con 95, ma l’importante sarà essere portatori di una buona professionalità.
Un altro punto importante, è quello riguardante il grado di preparazione, che l’università in cui ci si è laureati, può offrire. Insomma, gli atenei non saranno tutti uguali. Questo vuol dire (per esempio) che “il pezzo di carta” conseguito all’università di Bologna potrà valere di più rispetto a quello preso all’università di Bari. E nei concorsi, questo aspetto potrà valere (e molto). Ma a chi si scandalizza temendo l’effetto classifica tra atenei che questa misura sortirà, rispondiamo che è esattamente ciò che serve alla giustizia e alla meritocrazia. Il perché è presto detto: le università (specie del sud) sarebbero spinte dalla competizione a destinare i propri fondi sui corsi di laurea che funzionano bene e che forniscono una preparazione adeguata per il mondo del lavoro. E’ inutile avere corsi, che non garantiscono un buon grado di insegnamento, che poi portano solo a un dispendio esagerato di denaro pubblico.
L’abolizione del valore legale del titolo di studio, sarebbe una rivoluzione vera e propria, che rivolterebbe i criteri di selezione dei dirigenti pubblici. Inoltre, sappiamo che è un sistema che funziona, perché nel campo privato, non viene assunto chi ha ricevuto il voto più alto al conseguimento della laurea, ma chi dimostra di essere professionale, perché non sempre ricevere un voto alto negli studi è sinonimo di capacità dirigenziale.
Ovviamente, quello di cui si è scritto è solo un ipotesi, poiché il Governo non ha ancora varato alcun tipo di provvedimento che vada in questa direzione. Speriamo lo faccia, superando i veti preconcetti di chi ha reso l’università un diplomificio o, peggio, un un’agenzia di collocamento al servizio delle peggiori clientele politiche.
Alla luce dei rincari dei carburanti dovuti all’aumento delle accise deciso nella manovra “Salva Italia”, Codacons afferma che gli italiani alla guida sono i più tartassati d’Europa. “Dopo l’entrata in vigore del decreto Salva Italia – sottolinea l’associazione dei consumatori in un nota – sono gli automobilisti a non salvarsi. Si tratta del quattordicesimo provvedimento preso a danno degli automobilisti in questa legislatura, un record storico e, probabilmente, mondiale. Dopo le 12 misure prese da Tremonti e Berlusconi, infatti, Monti ha deciso l’aumento delle accise e quello del bollo per i veicoli di maggiore cilindrata”.
Il Codacons chiede quindi che il nuovo ministro dello Sviluppo Corrado Passera intervenga “almeno liberalizzando il settore con misure serie, ben diverse da quelle ridicole previste dall’art. 28 della legge n. 111/2011″ e si interroga provocatoriamente “se sia entrata in vigore la manovra di Monti o l’ennesima manovra di Berlusconi, dal momento che il decreto ripercorre tutti gli errori delle precedenti manovre di luglio e agosto che avranno effetti recessivi sui consumi già stagnanti”.
(Ansa) LUNEDI’ 12 SCIOPERO UNITARIO CGIL-CISL-UIL - Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato uno sciopero unitario contro la manovra di tre ore per lunedi’ 12 dicembre. E’ quanto emerso dall’incontro di questa mattina dei tre segretari generali dei sindacati. Nei giorni scorsi Cisl e Uil avevano proclamato due ore di sciopero per lunedì e la Cgil quattro ore di sciopero per la stessa giornata. Nella riunione di oggi è stata definita un’iniziativa comune definendo tre ore di sciopero con presidi davanti alle prefetture. Cgil, Cisl e Uil, preoccupati per le conseguenze della manovra, hanno chiesto un incontro al governo Monti per affrontare i problemi derivanti dalla manovra “e per chiedere i necessari cambiamenti”. I sindacati chiedono inoltre un incontro a tutti i partiti sugli emendamenti.
06.12.2011 – Freelabs.it – Nel testo definitivo della Manovra Salva Italia, appena firmato dal Presidente della Repubblica, c’è la proroga della detrazione del 55% fino al 31 dicembre 2012 per gli interventi di ristrutturazione ed efficientamento energetico degli edifici e inoltre per le spese conseguenti a calamità naturali.
La detrazione calerà al 36% dal 1° gennaio 2013, secondo la manovra, infatti, le agevolazioni fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica verranno assimilate a quelle per le ristrutturazioni.
Incentivi alle rinnovabili e risorse per la sicurezza del territorio e per i parchi. Sono questi i contenuti del ‘pacchetto ambiente’ che il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha portato ieri in Consiglio dei Ministri. Nella proposta, da inserire nel pacchetto di misure sullo sviluppo, allo studio del Governo, rientrano “il completamento degli incentivi per le fonti rinnovabili e l’efficienza energetica, una quota di risorse per la sicurezza del territorio contro frane e alluvioni e la valorizzazione per parchi e riserve marine”.
Oggi in Italia il 95% degli acquisti al dettaglio vengono effettuati attraverso pagamenti in contanti, ma il governo Monti, sulla linea di Tremonti, vuole diminuire drasticamente la soglia di utilizzo di banconote per i pagamenti, da 2500 a, si dice, 300-500€.
I motivi sono semplici:
1) Il costo del denaro contante. Citando Monti: “Occorre ulteriormente abbassare la soglia per l’uso del contante, favorire un maggior uso della moneta elettronica”. Si stima che tra stampa, trasporto e distribuzione, le amate banconote costino all’Europa 50 miliardi di euro all’anno, e 10 solo all’Italia.
2) Ma il motivo principale è la lotta all’evasione fiscale: i traffici di denaro vengono effettuati principalmente tramite denaro contante.
Mentre Silvio Berlusconi ride e sorride a sbraitanti casalinghe in merito all’inchiesta su Ruby, la ragazzina marocchina che ha rivelato cene a luci rosse a casa del premier, gli studenti organizzano flash mob e manifestazioni contro gli innumerevoli tagli e modifiche alla scuola italiana, a mano del ministro Gelmini.

“Contestiamo gli otto miliardi di euro di tagli all’istruzione pubblica, il riordino delle scuole superiori che non fa altro che dequalificare la scuola pubblica e le minacce di privatizzazione” rende noto l’Unione degli studenti (Uds). “Siamo particolarmente allarmati – dicono – dai tagli previsti nella prossima manovra finanziaria, dai libri di testo per le scuole elementari fino alle borse di studio universitarie sembra che nulla venga risparmiato dalla mannaia di Tremonti”. “Daremo vita a cortei e flash mob in molte città, a Roma il corteo partirà da Piramide e raggiungerà il ministero. Sono previsti cortei anche a Torino e Palermo. In alcune città gli studenti organizzeranno lezioni in piazza, come a Siena, o assemblee straordinarie nelle scuole come avverrà a Bari”. A Lecce e Bari sono anche previste fiaccolate notturne che coinvolgeranno la cittadinanza. Il 30 gli studenti saranno a Napoli per “Un’eruzione di Pubblica Istruzione”, la mobilitazione nazionale promossa dai precari della scuola. “Aderiamo – fanno sapere dall’UdS – non per semplice solidarietà ma perchè il problema della precarietà nella scuola e nell’università ci riguarda da vicino”. Il 4 novembre scenderanno in piazza anche gli studenti di Genova e Milano. “Continueremo le proteste in tutto il paese – dichiara l’Uds – fino al 17 novembre, giornata internazionale degli studenti, in cui ci mobiliteremo in decine e decine di città e a livello internazionale”. (Ansa)
In seguito all’ammissione da parte di Google della sua colpevolezza in merito ai dati sensibili “intercettati” dalle sue Streetview Cars ( 22/10, reuters ), si era aperta un’inchiesta molto vasta, che vedeva come protagonista Google, ovviamente, e altri 30 stati americani che l’hanno citata in giudizio per violazione della privacy.
Google ammette i suoi errori, promette disponibilità totale nei confronti degli organi di giustizia e annuncia di cancellare il prima possibile tutti i dati sensibili erroneamente collezionati.
Nel frattempo anche alcuni stati europei aprono inchieste contro Google sempre riguardo la violazione della privacy ad opera delle sue Streetview cars.
Oggi la commissione federale US per il commercio annuncia la chiusura dell’inchiesta senza alcuna conseguenza per Google.

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