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	<title>Freelabs.it - Technology, news and future</title>
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		<title>SeeMS, scrivere SMS in movimento senza fare incidenti</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 14:16:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Zanatta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Telefonia]]></category>

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		<description><![CDATA[
Quante volte ci siamo concessi all&#8217;urgenza di scrivere un SMS camminando, correndo, perfino in bicicletta o al volante, in barba alle principali norme di sicurezza? La pizzatada organizzare, l’amico a cui rispondere, il televoto, l’ultima di gossip da inoltrare: i messaggini sono ormai parte integrante della giornata, richiedendo spesso una risposta al volo, anche se si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://d17revodemtrnq.cloudfront.net/674x281/s_v/SeeMS_16_674.jpg" alt="" width="404" height="169" /></p>
<p>Quante volte ci siamo concessi all&#8217;urgenza di scrivere un SMS camminando, correndo, perfino in bicicletta o al volante, in barba alle principali norme di sicurezza? La <em>pizzata</em>da organizzare, l’amico a cui rispondere, il televoto, l’ultima di gossip da inoltrare: i messaggini sono ormai parte integrante della giornata, richiedendo spesso una risposta al volo, anche se si è in giro. <a href="http://www.nytimes.com/2008/09/20/us/20messaging.html">Il rischio</a>, lo dice anche il New York Times, è di finir per sbagliare strada, sbattere, inciampare o passar col rosso.</p>
<p><span id="more-1078"></span></p>
<p>Secondo uno studio del servizio di ricerca telefonica online inglese <a href="http://www.118.com/">118.com</a>, in un anno si conterebbero decine di migliaia di incidenti di questo tipo, che causano solo qualche graffio o addirittura fratture serie. Per questo a Londra <a href="http://www.thisislondon.co.uk/standard/article-23447869-the-street-made-safe-for-texting-and-walking.do">è stata creata</a> la prima strada <em>safe text</em>, foderando i pali della luce di una soffice imbottitura anti urto. Una provocazione, più che una soluzione, specie vista la qualità <em>provvisoria</em> del lavoro.</p>
<p>Comunque, l&#8217;esperienza insegna e, proprio per un <em>incidente</em> capitato durante una sessione di scrittura, Biagio Teseo &#8211; web designer e grafico presso l&#8217;Università di Catania &#8211; ha avuto un&#8217;idea fulminante: &#8220;<em>E </em><em>se potessi vedere attraverso il telefono, mentre scrivo?</em>&#8221; In collaborazione con il programmatore Vincenzo Bonfiglio, ha così creato <strong>SeeMS</strong>, applicazione pensata per tutte le piattaforme di smartphone e cellulari GSM dotati almeno di una fotocamera. Parliamo quindi di un mercato di circa 1 miliardo e mezzo di apparecchi su cui si potrebbe potenzialmente installare questo software<em> stand alone</em>.</p>
<p>Come funziona <a href="http://www.bdesignitalia.net/seems/seems">SeeMS</a>? Si tratta di un’applicazione che permette di comporre normalmente un messaggio di testo, ma – anziché farlo su uno sfondo bianco – accende la fotocamera sul retro e fa scrivere in trasparenza sull’immagine che viene inquadrata, permettendo di <em>vedere</em> attraverso il proprio cellulare. “<em>Il pericolo maggiore, se si scrivono SMS mentre si sta facendo anche altro, è perdere di vista ciò che abbiamo intorno</em>&#8220;, racconta Biagio. &#8220;<em>Mi sono trovato per caso a camminare con la fotocamera accesa e ho notato che l’obiettivo puntava proprio dove avrei messo i piedi un attimo dopo</em>”. Ed ecco bello fatto il concept di SeeMS.</p>
<p>&#8220;<em>Abbiamo presentato l&#8217;idea a quelli di </em><a href="http://www.dpixel.it/index.php"><em>DPixel</em></a><em>, che sono specializzati nel seguire nascita e crescita di imprese ad alto valore di innovazione. Purtroppo, però, per lo sviluppo del progetto vorrebbero almeno un prototipo e svilupparlo costa 5.000 euro. Abbiamo pensato allora di proporre sul mercato la prima </em><strong>idea open source</strong><em>, contattando anche quelli di <a href="http://www.creativecommons.it/">Creative Commons</a> per capire se si può fare sotto la loro tutela</em>&#8220;. L&#8217;idea, quindi, è mettere il progetto a disposizione di chi ha le risorse per realizzarlo: &#8220;<em>Speriamo che possa attirare l&#8217;attenzione di Google per Android o Apple per iPhone; o magari Nokia o una factory qualsiasi che volesse sviluppare questa applicazione</em>&#8220;. Dunque, udite udite, SeeMS è la prima idea donata alla collettività perché qualcuno la realizzi.</p>
<p>Sarà poi l’uso del prototipo a stabilire l’effettiva efficacia di un prodotto che, sulla carta, sembra interessante, ma non manca di sollevare qualche dubbio. Uno su tutti: la prospettiva di quel che vedo attraverso la fotocamera è falsata e potrebbe essere più difficile orientarsi guardando attraverso il display che non scrivere con la coda dell’occhio, mentre si resta concentrati sull’attività principale, qualunque fosse. Al di là del merito, però, quel che piace è l’approccio <em>open</em>: <a href="http://www.bdesignitalia.net/seems/seems">l’idea è lì</a>, chiunque la potesse sviluppare è il benvenuto. Funzionerà?</p>
<div><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="420" height="339" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://dailymotion.virgilio.it/swf/x4mip3" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="420" height="339" src="http://dailymotion.virgilio.it/swf/x4mip3" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
<strong><a href="http://dailymotion.virgilio.it/swf/x4mip3">Brick Lane cushion lampost</a></strong><br />
<em>by <a href="http://www.dailymotion.com/afrobacon">afrobacon</a></em></div>
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		<title>Identità intensificata</title>
		<link>http://www.freelabs.it/identita-intensificata/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 17:13:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Zanatta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ingegneria e tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Telefonia]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo si vede nei film: lo 007 punta il suo ultra tecnologico orologio da polso verso la persona da identificare, e immediatamente attorno al soggetto appaiono tutte le informazioni necessarie al nostro agente segreto.
Presto diventeremo tutti 007, ma senza la licenza di uccidere, perlomeno.
Martedì scorso, infatti, al Mobile World Congress tenutosi a Barcellona, in Spagna, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.technologyreview.com/files/37504/aug_real_x220.jpg" alt="" />Lo si vede nei film: lo 007 punta il suo ultra tecnologico orologio da polso verso la persona da identificare, e immediatamente attorno al soggetto appaiono tutte le informazioni necessarie al nostro agente segreto.</p>
<p>Presto diventeremo tutti 007, ma senza la licenza di uccidere, perlomeno.</p>
<p>Martedì scorso, infatti, al Mobile World Congress tenutosi a Barcellona, in Spagna, è stato presentato un software in grado di funzionare sia su iPhone che su telefoni cellulari e PDA con sistema operativo Android, il quale effettua, con una semplice fotocamera da 5MegaPixel, il riconoscimento facciale della persona che si ha nell&#8217;obiettivo per visualizzarne le informazioni disponibili attorno alla sagoma della testa, per non oscurarne la faccia.</p>
<p>Addio privacy?</p>
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		<title>Google Italia presenta Buzz</title>
		<link>http://www.freelabs.it/google-italia-presenta-buzz/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 19:55:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Zanatta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[videoarea]]></category>

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		<description><![CDATA[
Con la quantità di comunicazioni che oggi avvengono online, il web diventa sempre più sociale. Su Internet è possibile condividere informazioni interessanti, aggiornare gli amici in tempo reale su numerose attività e rimanere connessi con il maggior numero di persone.  In Google crediamo che organizzare l&#8217;informazione sociale presente sul web, trovando ciò che é [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://3.bp.blogspot.com/_U07RUEyBaWE/S3GgJR0K_uI/AAAAAAAAIRg/gbPaAwAvvSQ/s320/Google_buzz_logo.png" alt="" /></p>
<p>Con la quantità di comunicazioni che oggi avvengono online, il web diventa sempre più sociale. Su Internet è possibile condividere informazioni interessanti, aggiornare gli amici in tempo reale su numerose attività e rimanere connessi con il maggior numero di persone.  In Google crediamo che organizzare l&#8217;informazione sociale presente sul web, trovando ciò che é più rilevante tra i tanti messaggi di fondo, sia un&#8217;attività interessante cui dedicarsi.<br />
Per questo abbiamo introdotto innovazioni nel motore di ricerca americano, come &#8220;r<a href="http://googleblog.blogspot.com/2009/10/rt-google-tweets-and-updates-and-search.html">eal time search</a>&#8221; e &#8220;<a href="http://googleblog.blogspot.com/2009/10/introducing-google-social-search-i.html">social search</a>&#8221; e oggi facciamo un altro passo in avanti presentando a tutti voi Google Buzz.</p>
<p>Google Buzz <a href="http://3.bp.blogspot.com/_U07RUEyBaWE/S3GgiZCqUbI/AAAAAAAAIRo/3wSomp5VjMw/s1600-h/BuzzScreenShot1_InitialExperience.png" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5436302737910944178" class="alignleft" src="http://3.bp.blogspot.com/_U07RUEyBaWE/S3GgiZCqUbI/AAAAAAAAIRo/3wSomp5VjMw/s320/BuzzScreenShot1_InitialExperience.png" border="0" alt="" /></a>è un nuovo modo di condividere aggiornamenti, foto, video e altro ancora direttamente da Gmail e con i vostri contatti preferiti, sfruttando la rete sociale che da sempre è alla base della vostra casella di posta elettronica. Buzz porta in superficie questa rete, selezionando i contatti con cui vi relazionate più frequentemente ma lasciandovi decidere con chi e cosa condividere.</p>
<p>Questo progetto nasce dal desiderio di creare un&#8217;esperienza di condivisione facile da utilizzare e in cui integrare foto, video e link utili per renderla ancora più ricca.</p>
<p>Nei prossimi giorni introdurremo Buzz in tutti gli account Gmail, se non doveste vederlo immediatamente non dovete far altro che attendere un po&#8217;.</p>
<p>Oltre a Gmail, Buzz è accessibile da device mobili, che permettono di aggiungere un elemento importante alla condivisione: la posizione geografica. I post taggati con informazioni geografiche hanno una dimensione di contesto in più e vi permettono di rispondere automaticamente alla domanda: &#8220;dov&#8217;eri quando hai condiviso questo aggiornamento?&#8221;.<br />
Inoltre, quando vengono visualizzati insieme, gli aggiornamenti legati ad un certo luogo geografico possono dipingere un&#8217;immagine piuttosto ricca di quella località. Date un&#8217;occhiata al <a href="http://googlemobile.blogspot.com/">blog mobile di Google</a> se volete maggiori informazioni su questa funzionalità.</p>
<p>Chiaramente per realizzare Buzz ci siamo affidati molto all&#8217;apertura di altri servizi, come Flickr e Twitter, che attraverso Buzz puoi collegare al tuo account Gmail. Buzz stesso non è un progetto nato per essere chiuso; infatti mentre i nostri sforzi fino ad ora si sono concentrati nel darvi una fantastica esperienza di utilizzo del servizio, il nostro obiettivo a lungo termine è quello di rendere Buzz una piattaforma di conversazione online completamente aperta.</p>
<p>Siamo già al lavoro per creare un set di API completo per gli sviluppatori, anche se al momento abbiamo una semplice API che utilizza protocolli standard per accedere al contenuto pubblico di Buzz. Di certo avremo presto novità da comunicarvi a questo proposito e anche per quanto riguarda un eventuale utilizzo del servizio su Google Apps per scuole e aziende.</p>
<p>Per ora ci auguriamo che possiate divertirvi utilizzando questa nuova esperienza di condivisione su Gmail e dispositivi mobili. Se volete saperne di più, visitate buzz.google.com e come sempre, attendiamo i <a href="http://www.google.com/support/forum/p/gmail?hl=it">vostri suggerimenti</a> sul progetto.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/yi50KlsCBio&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999&amp;hl=it_IT&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/yi50KlsCBio&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999&amp;hl=it_IT&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><em>Fonte: Google Italia Blog</em></p>
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		<title>Biocarburante da piante tolleranti l&#8217;acqua salata</title>
		<link>http://www.freelabs.it/biocarburante-da-piante-tolleranti-lacqua-salata/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 11:03:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Zanatta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biocarburanti]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; nato un progetto nel Medio Oriente, supportato da Boeing, Etihad Airways, e UOP Honeywell, che avrebbe come scopo la coltivazione di grandi aree di deserto nel Nord Africa a piante che possono essere cresciute ad acqua salata. Le piante in questione sono ricche di semi da olio, convertibile in un secondo momento in Biocarburante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://image3.examiner.com/images/blog/EXID32162/images/BiofuelPhoto.jpg" alt="" width="135" height="168" />E&#8217; nato un progetto nel Medio Oriente, supportato da Boeing, Etihad Airways, e UOP Honeywell, che avrebbe come scopo la coltivazione di grandi aree di deserto nel Nord Africa a piante che possono essere cresciute ad acqua salata. Le piante in questione sono ricche di semi da olio, convertibile in un secondo momento in Biocarburante per i Jet.</p>
<p>Obiettivo di tutto ciò è quello di preservare grandi aree oggi destinate alla coltivazione di piante per la produzione di biocarburanti, per far sì che si possano coltivare a prodotti come grano, cereali od orzo. Inoltre uno dei grandi problemi era l&#8217;eccessivo utilizzo di acqua dolce per l&#8217;irrigazione di grandi aree: questo problema viene risolto con l&#8217;utilizzo dell&#8217;acqua salata proveniente dall&#8217;oceano.</p>
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		<title>Climatizzatore? No, pareti assorbenti!</title>
		<link>http://www.freelabs.it/niente-piu-climatizzatori-con-le-pareti-assorbenti/</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 18:57:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Zanatta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia e ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Un&#8217;azienda del North Carolina, la National Gypsum, sta testando dei fogli di materiale contenente capsule che assorbono l&#8217;umidità durante il giorno, per rilasciarla di notte. Le capsule, prodotte dalla BASF, sono già presenti in alcuni prodotti commercializzati in Europa.
L&#8217;utilizzo di questi fogli &#8220;Drywall&#8221; (Muri asciutti), permette di risparmiare il 20% di energia elettrica utilizzata dai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.technologyreview.com/files/36836/pulver_x220.jpg" alt="" width="125" height="181" />Un&#8217;azienda del North Carolina, la <a href="http://www.nationalgypsum.com/" target="_blank">National Gypsum</a>, sta testando dei fogli di materiale contenente capsule che assorbono l&#8217;umidità durante il giorno, per rilasciarla di notte. Le capsule, prodotte dalla BASF, sono già presenti in alcuni prodotti commercializzati in Europa.</p>
<p>L&#8217;utilizzo di questi fogli &#8220;Drywall&#8221; (Muri asciutti), permette di risparmiare il 20% di energia elettrica utilizzata dai condizionatori, questo vale per i Paesi più caldi. Per quanto riguarda il Nord Europa ad esempio, dove il clima non è particolarmente caldo e afoso, il climatizzatore addirittura sarebbe inutile.</p>
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		<title>Cosa c&#8217;è nel Chip dell&#8217;iPad?</title>
		<link>http://www.freelabs.it/cosa-ce-nel-chip-dellipad/</link>
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		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 18:56:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Zanatta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ingegneria e tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Non si sa ancora nulla riguardo al chip &#8220;A4&#8243; made in Apple, che integra CPU e motore grafico in un unico sistema.
Tom Halfhill, senior analyst della Microprocessor Report, è dubbioso riguardo la provenienza del chip. C&#8217;è chi dice che utilizzi la vecchia architettura ARM già utilizzata negli iPod e iPhone, chi invece pensa che il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.technologyreview.com/files/36796/A4_x220.jpg" alt="" />Non si sa ancora nulla riguardo al chip &#8220;A4&#8243; made in Apple, che integra CPU e motore grafico in un unico sistema.</p>
<p>Tom Halfhill, senior analyst della Microprocessor Report, è dubbioso riguardo la provenienza del chip. C&#8217;è chi dice che utilizzi la vecchia architettura ARM già utilizzata negli iPod e iPhone, chi invece pensa che il chip utilizzi una architettura ARM più recente, dato anche il maggiore voltaggio applicabile allo stesso (la batteria dell&#8217;iPad è più potente di quella degli iPhone).</p>
<p>La produzione in casa di questi chip ha abbassato del 30% il costo di produzione, dato che un chip del genere acquistato dalla Siemens viene a costare 15$, uno prodotto dalla stessa Apple le viene a costare solo 5$, un terzo.</p>
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		<title>Batterie zinco-aria ricaricabili pronte per il lancio</title>
		<link>http://www.freelabs.it/batterie-zinco-aria-ricaricabili-pronte-per-il-lancio/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 13:31:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Zanatta</dc:creator>
				<category><![CDATA[All News]]></category>
		<category><![CDATA[Ingegneria e tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Freelabs.it &#8211; Era il 1980 quando la batterie zinco-aria venivano considerate come la tecnologia più promettente per la batteria del futuro. E&#8217; per il loro essere extra sottili, con la possibilità di immagazzinare tre volte l&#8217;energia di una batteria agli ioni di litio e per il bassissimo costo di produzione, che da anni sono presenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.blogcdn.com/www.engadget.com/media/2009/10/oct3009zincair.jpg" alt="" width="240" height="151" />Freelabs.it &#8211; Era il 1980 quando la batterie zinco-aria venivano considerate come la tecnologia più promettente per la batteria del futuro. E&#8217; per il loro essere extra sottili, con la possibilità di immagazzinare tre volte l&#8217;energia di una batteria agli ioni di litio e per il bassissimo costo di produzione, che da anni sono presenti sul mercato in versioni non ricaricabili.<br />
E&#8217; il 2010, e le batterie zinco-aria stanno per essere immesse nel mercato. ReVolt, un&#8217;azienda svizzera con sede a Staefa, ha in programma di mettere in vendita batteria a bottone per apparecchi acustici e l&#8217;incorporazione della propria tecnologia in batterie più grandi, per inserirsi nel mercato dei cellulari e delle bici elettriche.</p>
<p>A differenza delle batterie tradizionali che contengono tutti i reagenti necessari a generare elettricità, le batterie a zinco-aria si affidano al semplice ossigeno già presente nell&#8217;atmosfera: all&#8217;interno della batteria, un elettrodo poroso &#8220;ad aria&#8221; attira l&#8217;ossigeno e, aiutato da catalizzatori collocati nell&#8217;interfaccia tra l&#8217;aria e un elettrolito a base di acqua, lo trasforma in ioni idrossili. Questi ultimi, viaggiano attraverso un elettrolito sino all&#8217;elettrodo in zinco, provocandone l&#8217;ossidazione: la reazione rilascia elettroni, generando così corrente. Per la ricarica si sfrutta il procedimento inverso.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>24mq di autosufficienza domestica</title>
		<link>http://www.freelabs.it/24mq-di-autosufficienza-domestica/</link>
		<comments>http://www.freelabs.it/24mq-di-autosufficienza-domestica/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 18:15:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Zanatta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Ingegneria e tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[
Freelabs.it &#8211; Una casa di 24mq autosufficiente per quanto riguarda luce, acqua ed elettricità. No, non è una presa in giro, è Self, il nuovo modulo abitativo ideato dagli svizzeri istituti di ricerca Empa ed Eawag, e presentato in questi giorni alla Swissbau Exihibition di Basilea.
I pannelli solari forniscono energia elettrica, per l&#8217;acqua c&#8217;è un serbatoio di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://d17revodemtrnq.cloudfront.net/674x281/k_n/mod_16_674.jpg" alt="" width="472" height="197" /></p>
<p>Freelabs.it &#8211; Una casa di 24mq autosufficiente per quanto riguarda luce, acqua ed elettricità. No, non è una presa in giro, è Self, il nuovo modulo abitativo ideato dagli svizzeri istituti di ricerca <a href="http://www.empa.ch/">Empa</a> ed Eawag, e presentato in questi giorni alla Swissbau Exihibition di Basilea.</p>
<p>I pannelli solari forniscono energia elettrica, per l&#8217;acqua c&#8217;è un serbatoio di 200 litri che può essere rabboccato filtrando l&#8217;acqua piovana, per cucinare invece Self utilizza dei sofisticati dispositivi ad idrogeno (ottenibile dall&#8217;elettrolisi dell&#8217;acqua). Inoltre il modulo è costruito con particolari materiali che garantiscono protezione, comodità e soprattutto isolamento termico.</p>
<p>L&#8217;idea di partenza era quella di creare abitazioni o uffici completamente autosufficienti e confortevoli, in modo da poterli trasportare (Self può essere facilmente trasportato in elicottero, poichè pesa meno di 5 tonnellate) in qualsiasi ambiente abitabile.</p>
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		<title>Navigatore satellitare e mappe ora gratis con Nokia</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 13:34:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Zanatta</dc:creator>
				<category><![CDATA[All News]]></category>
		<category><![CDATA[Telefonia]]></category>

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		<description><![CDATA[Nokia renderà disponibile gratuitamente l&#8217;applicativo in tutti i prossimi cellulari dotati di GPS, con le mappe di 74 Paesi e la possibilità di essere guidati in 46 lingue diverse.
Una strategia volta ad aumentare l&#8217;utilizzo di Ovi, soprattutto per aumentare le vendite, visto il periodo di crisi che Nokia sta vivendo con i moltissimi smartphone messi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.mondoinformatico.info/wp-content/uploads/20100121nokia-cellulari-internet-gps-gratis-navigare-ovi-maps.jpg" alt="" width="189" height="122" />Nokia renderà disponibile gratuitamente l&#8217;applicativo in tutti i prossimi cellulari dotati di GPS, con le mappe di 74 Paesi e la possibilità di essere guidati in 46 lingue diverse.</p>
<p>Una strategia volta ad aumentare l&#8217;utilizzo di Ovi, soprattutto per aumentare le vendite, visto il periodo di crisi che Nokia sta vivendo con i moltissimi smartphone messi in commercio dalle più disparate aziende del settore nel mondo. Di certo la gratuità delle mappe e la possibilità di utilizzare il navigatore satellitare integrato nel telefonino senza una connessione ad internet, rende il prodotto molto appetibile al cliente.</p>
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		<title>Non c&#8217;è più spazio per internet</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 11:27:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Zanatta</dc:creator>
				<category><![CDATA[All News]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>

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		<description><![CDATA[Freelabs.it &#8211; Lo sviluppo senza sosta di Internet ha portato all&#8217;intensivo sfruttamento del protocollo ipv4, portando alla quasi congestione della rete. Gli indirizzi ipv4 sono codici binari a 32 bit e ce ne sono a disposizione più di 4 miliardi (ossia 232 , tutte le combinazioni di numeri comprese tra 0.0.0.0 e 255.255.255.255) . Solo il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.fabioruini.eu/blog/wp-content/uploads/2006/09/ruscha-the-end.jpg" alt="" width="240" height="170" />Freelabs.it &#8211; Lo sviluppo senza sosta di Internet ha portato all&#8217;intensivo sfruttamento del protocollo ipv4, portando alla quasi congestione della rete. Gli indirizzi ipv4 sono codici binari a 32 bit e ce ne sono a disposizione più di 4 miliardi (ossia 232 , tutte le combinazioni di numeri comprese tra 0.0.0.0 e 255.255.255.255) . Solo il 10% della totalità degli indirizzi ipv4 sono rimasti liberi all&#8217;assegnazione, e questo è un grosso problema.</p>
<p>Risolvere il problema di congestione della rete non è facile, contando la dimensione della stessa. Si potrebbe risolvere solo in parte, e solo per un breve periodo, riassegnando ip ormai inutilizzati da tempo, oppure cambiando totalmente protocollo: da ipv4 a ipv6, un  nuovo sistema di indirizzamento di rete che usa otto gruppi di cifre esadecimali ciascuno. Il protocollo IPv6 permette di gestire, per la precisione, <strong>340 miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di indirizzi </strong>in totale, il che permetterebbe di allargare in maniera cospicua le dimensioni di Internet.</p>
<p>Raul Echeberria, segretario del Number Resource Organisation, ha affermato che solo il 17% di 610 enti, governi, pubbliche amministrazioni e imprese, ha effettuato il cambio di protocollo. E&#8217; necessario quindi un investimento globale in tutto il mondo per effettuare il cambio di protocollo, un&#8217;azione obbligatoria che altrimenti porterebbe alla totale congestione di Internet, con conseguenze sconvolgenti per tutto il mondo reale.</p>
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