
Freelabs.it – Google decide di mettere fine alla politica di censura nel suo motore di ricerca in Cina per protestare contro un attacco di denial of service subito il mese scorso avente origine proprio nel colosso orientale.
Sembra che tra gli obiettivi dell’attacco ci fossero alcuni attivisti per i diritti umani cinesi: avanzavano nella loro lotta contro il governo cinese attraverso Gmail. Nonostante siano stati violati solamente due account Gmail, molti altri sono stati vittima di operazioni di phishing e malware per ottenere le loro password.
Delle 34 aziende prese di mira dall’attacco, come riporta il Wall Street Journal, solo 1 oltre a Google ha dichiarato di esserne stata vittima poichè Google vuole comunicare loro la tipologia di attacco e gli eventuali danni causati.
Google quindi ha deciso di riaprire le negoziazioni con il governo Cinese, al fine di ridefinire i limiti legali dei suoi servizi web nel paese. Si parla addirittura della chiusura del dominio google.cn e degli uffici al parco delle scienze di Tsinghua a Pechino.
















