
Quando il pericolo di una pandemia è nell’aria, gli aeroporti si trasformano inevitabilmente in pericolosi avamposti per la diffusione della malattia. Per questo motivo, da anni sono stati sperimentati e usati diversi metodi di screening medico dei passeggeri ma, a quanto pare, con risultati non del tutto soddisfacenti. Ora, un gruppo di ricercatori americani, appartenenti ai quattro più importanti laboratori degli Stati Uniti, ha unito le forze e sembra aver trovato nuove soluzioni grazie ad una simulazione al computer.
In situazione di allarme, negli aeroporti viene eseguito uno screening medico prima dell’imbarco e, a volte, all’arrivo. Il più delle volte, consiste in un questionario sanitario con domande mirate, ma da qualche tempo a questa parte si sta cercando un aiuto in più anche dalla tecnologia. Con l’avvento della SARS, è stato introdotto il ‘thermal scanning’, cioè l’uso di telecamere a infrarossi per effettuare lo screening, adottato ultimamente da molti aeroporti in tutto il mondo per identificare eventuali casi di influenza suina. Sembra però che i metodi utilizzati fino ad oggi siano ancora imprecisi e controversi, soprattutto nel caso di uno screening ‘precoce’, possibile quando la malattia è ancora in incubazione e i sintomi non si sono ancora manifestati.
Poco tempo fa vi avevamo parlato di mondi virtuali che possono aiutare a prevenire e affrontare al meglio le epidemie sul territorio, ora anche la soluzione ideale per gli aeroporti sembra sia arrivata dalla simulazione in laboratorio tramite computer. Gli scienziati americani, coordinati dal Dottor Robert Brigantic del Pacific Northwest National Laboratory, hanno infatti sviluppato un computer capace di simulare lo screening negli aeroporti degli Stati Uniti, tenendo conto di tutte le variabili possibili. Il programma usato dal computer, combina le nozioni di epidemiologia con la conoscenza precisa dell’evoluzione della malattia presa in esame, e i possibili cambiamenti delle condizioni dei passeggeri nel corso del tempo.
Ma non solo, il team di Brigantic, dopo aver eseguito le simulazioni, considerando scenari diversi di pandemia, ha studiato le possibili soluzioni da intraprendere, che vanno dalla metodologia per una diagnosi immediata e precisa alle possibili misure d’emergenza. I risultati della ricerca, pubblicati sull’ultimo numero dell’International Journal of Risk Assessment and Management, sembra diano uno strumento in più agli aeroporti, sia per gestire al meglio le misure di sicurezza in caso di pandemia sia per individuare con più facilità i soggetti che risultano erroneamente ‘negativi’ negli screening classici.
Sembra che ci si stia avvicinando sempre di più a controlli automatizzati, più sicuri e veloci ma, in attesa di ulteriori sviluppi, le conferme definitive, come al solito, potranno arrivare solamente ‘sul campo’.
Fonte: Wired
















