
Indovinello: cos’hanno in comune i programmi “Irfanview 4.25”, “Windows 7”, “Mac OS X 10.6”, “Ubuntu 9.04” e “OpenOffice 3.1”? Dai è facile, non lo vedi quel numero che segue il loro nome? Si tratta della “versione”, cioè di un codice che identifica un’edizione aggiornata del software. Così, per esempio, capisci al volo che, se hai OpenOffice 2.0, c’è una nuova versione che ti aspetta, con funzioni aggiuntive. Ciò che pochi sanno, è che dietro a dei semplici numeri, si nasconde in realtà un mondo pieno di aneddoti, curiosità e storie sfiziose.
Al punto che la rivista Technologizer ha deciso di svelarlo, con una gustosissima F.A.Q. Dato che qui siamo per le informazioni veloci, te ne riporto un sunto, mentre l’originale lo trovi qui.
Quando entrò in uso il numero di versione?
Potrebbe risalire al 1958 con l’uscita del Fortran II. Si trattava della seconda versione del popolare (all’epoca) linguaggio di programmazione. Tra l’altro, tra i programmatori è in voga l’abitudine di numerare ogni versione del software al quale lavorano, anche quando apportano modifiche minime.
Qual è il più alto numero di versione mai raggiunto?
Il “23”. E scusa se mi viene in mente la ricorrenza di questo numero e lo splendido film con Jim Carrey. Riferimenti cinematografici a parte, il primato spetta a The Print Shop 23, un software grafico con una storia di ben 27 anni alle spalle. La tragedia è che mi ricordo benissimo di quando usavo la prima versione. Piazza d’onore per Emacs, elaboratore di testi giunto alla versione 22.3, anche se c’è una “beta” della 23.0.96. Insomma, un finale al fotofinish!
È stato Windows 95 il primo software a preferire l’anno d’uscita al numero di versione?
No, gli esempi precedenti non mancano e, tra questi, il più anziano dovrebbe essere quello del Fortan, sempre lui, e la versione Fortran 66, che si riferiva proprio all’anno d’uscita. Tornando a Windows 95, curiosamente, il sistema uscì a tutti gli effetti nell’Agosto del 1995. Ai nostri giorni, in casi come questi, i produttori preferiscono apporre l’anno successivo a quello d’uscita. Ecco perché in autunno giocherai a Fifa 2010. Non sia mai che pensi a qualche salto spazio-temporale.
Da cosa deriva il nome Windows XP?
Nel 2001, Microsoft decise di dare un nome vero e proprio alla nuova versione del suo sistema operativo. Scelse “XP”, per sintetizzare il concetto di “eXPerience”. In realtà, l’anno prima uscì Windows Millennium, Edition (abbreviato in “Windows Me”), ma si rivelò un flop al punto che la rivista PC World lo soprannominò “Mistake Edition”.
E “Windows Vista”?
Ancora una volta, Microsoft puntò su un nome più evocativo di un anonimo numero. In questo caso il riferimento va all’esperienza “visiva” offerta dal nuovo sistema operativo, apportata con la rinnovata interfaccia.
E “Windows 7”?
In realtà non è molto chiaro il motivo di questo numero di versione. Infatti, se si considerano le edizioni di Windows uscite fino ad ora, i conti non tornano. Microsoft sostiene che il suo prossimo sistema operativo sarà la settima versione “principale”, che segue a: Windows 1.0, Windows 2.0, Windows 3.0, Windows 95/98/SE/ME (che rientrano nell’unica categoria “Windows 4.0”), Windows 2000 e Windows Vista.
Qualche curiosità sul sistema operativo di Apple?
Qui i numeri di versione sono meno misteriosi e più “conservatori”. Il successore di System 9 è stato Mac OS X 10.0, uscito nel 2001. Da quella versione, si è passati progressivamente a Mac OS X 10.5, nel 2007. Per Settembre, è previsto Mac OS X 10.6.
Qual è il più divertente sistema di numerazione delle versioni?
Bè, definirlo “divertente” è un po’ forte, ma quello adottato dal TeX (un sistema di gestione dei caratteri di testo) è curioso. In pratica, il suo sviluppatore, Donald Knuth, ha affermato che dalla versione 3, uscita vent’anni fa, non ci sono stati miglioramenti sostanziali, ma solo piccole modifiche. Così, a ogni nuova versione viene aggiunto un numero decimale. Attualmente si è arrivati alla versione 3.1415926. Gulp!
Porta sfortuna la versione 13?
In effetti moltissimi programmi hanno preferito abbandonare la numerazione progressiva una volta arrivati alla versione 12. Corel, tanto per dire, decise di nominare il successore del suo CorelDraw 12 (un programma di disegno) con la sigla X3 (ossia 10 + 3).
Fonte: Wired
















