
Di una biblioteca ‘mondiale’, digital-futuristica, vi avevamo parlato tempo fa, si trattava della World Digital Library, che sta cercando di costruire un archivio online di libri, foto e documenti provenienti da varie parti del mondo, un po’ come fa, a livello europeo Europeana. Adesso però, a questo progetto se ne affianca un altro, più ‘democratico’ in un certo senso, che segue molto da vicino gli sviluppi social-tecnologici del web, con ibridazioni in atto tra parole, bit e carta. La nuova biblioteca del villaggio multimediale si chiama Open Library, una biblioteca aperta di nome e di fatto, che vuole diminuire il confine tra gli aficionados delle biblioteche ‘reali’ e gli amanti delle nuove tecnologie.
La differenza con i suoi predecessori è sostanzialmente che la “Libreria Aperta” è più dinamica e user oriented, non proprio e non solo un archivio sviluppato da addetti: è una biblioteca à la Wikipedia, che infatti gira su un software wiki e permette a chiunque di aggiungere le proprie note sui diversi libri o edizioni.
L’obbiettivo dei suoi sviluppatori è quello di avere una biblioteca digitale con informazioni mutanti, che possa tenere il passo con le informazioni sparate dal web e con la nuova era ‘Kindle’, ma soprattutto che sia per tutti e coinvolga attivamente gli utenti.
Il sito è ancora in beta ma i suoi sviluppatori hanno già ‘schedato’ più di 23 milioni di libri, provenienti da 19 tra le più importanti biblioteche del mondo, e hanno ‘catturato’ già un milione di link a titoli fuori dal copyright.
I libri che non possono essere letti online hanno comunque, come gli altri, una loro pagina web con una scheda completa, dove le informazioni potranno presto provenire potenzialmente da tutto il web: da Amazon, dai forum e dai siti specializzati e persino da social network per ‘maniaci’ dei libri come LibraryThing o GoodReads.
Un interscambio ‘comunitario,’ di informazioni ‘libresche’, libero e a livello mondiale, fatto in ogni lingua. Roba possibile solo via web. “Si tratta di condividere le informazioni nel modo più trasparente possibile – e questo è davvero liberatorio…Siamo quasi un non-minaccia per il resto del web, perché non cerchiamo di mantenere la proprietà”, sottolinea dalle pagine del Guardian, George Oates, capo del progetto.
Nella digital-biblioteca i lavori continuano, con modifiche e migliorie continue e l’aspettativa di far crescere sempre di più l’archivio…anzi, se avete informazioni da condividere la porta della Open Library è aperta.
Fonte: Wired
















