
Il periodico Economist ha recentemente pubblicato una classifica che mette in ordine le nazioni del mondo in base alla loro capacità di “innovare”. Stavolta i dati economici contano relativamente: i criteri seguiti per elaborare i dati sono basati esclusivamente sulla capacità di trasformare idee in progetti concreti e stimolare la crescita di un paese attraverso l’educazione, la ricerca scientifica e lo sviluppo delle nuove tecnologie.
In testa alla classifica c’è il Giappone che precede la Svizzera. Al terzo posto, con un balzo di due posizioni rispetto alla precedente edizione dello studio c’è la Finlandia che supera gli Stati Uniti: al quinto posto troviamo un altro paese nordico, la Svezia, che ha perso due posizioni.
Il fatto che nelle prime cinque posizioni si trovino tre paesi “piccoli”, la dice lunga su quanto in questi stati le condizioni politiche, sociali ed economiche, favoriscano la crescita e l’innovazione, specie in settori critici come quello delle telecomunicazioni, quello farmaceutico e quello dell’industria di precisione. L’America, pur confermandosi potenza mondiale anche nell’innovazione, comincia a vedere scalfita la sua posizione di assoluto predominio e lo studio, sponsorizzato peraltro da una notissima azienda americana operante nel settore dell’Information technology, indica che il trend negativo potrebbe continuare anche nei prossimi anni. Sul banco degli imputati sale ovviamente la crisi economica, che negli Stati Uniti ha sensibilmente ridotto gli investimenti nei settori più innovativi.
Poco prevedibilmente, l’Italia occupa il 22esimo posto della classifica e risulta aver perso due posizioni rispetto al precedente rilevamento, che prendeva in esame il periodo compreso tra il 2002 e il 2006. Ma all’Economist sono ottimisti, e prevedono che nei prossimi 4 anni l’Italia salirà di una posizione, perciò incrociamo le dita. Il dato più importante però, ulteriore segnale di un trend ormai inarrestabile, è la crescita della Cina, che guadagna nel giro di due anni ben cinque posizioni, passando dal 59esimo al 54esimo posto e confermandosi come nuovo “motore” del pianeta.
Fonte: Wired
















