Riassumiamo: siete riusciti ad accappararvi l’iPad il giorno dell’uscita, dopo una bella coda – o magari entrando all’ultimo minuto in un negozio, e trovandone ancora uno lì, pronto per voi. Il primo giorno lo avete passato a capire cosa farci, con quella tavoletta. Avete scaricato un sacco di App, e con ogni probabilità tra quelle che avete installato ci sono quelle dei quotidiani italiani, che tanto sono state strombazzate in giro: offrono una versione digitale del quotidiano cartaceo, pronta per voi su iPad, e gratis per un mese. Ma davvero funzionano, davvero possono sostituire i giornali di carta? Ecco la cronaca di una settimana di lettura di quotidiani digitali.

Il secondo giorno si è già un po’ più tranquilli, anche se ci sveglia con la voglia di mettere mano all’iPad appena alzati. E tra le prime cose che si apire la mattina, ci sono le App dei tre maggiori quotidiani italiani: Gazzetta Dello Sport , Corriere Della Sera , Repubblica . Quando si apre la prima, ci mette un po’ a caricare il giornale; poi eccola lì, in tutta la sua gloria: la prima pagina del Corrierone, splendente sulla superficie di vetro dell’iPad.
È un po’ piccolina – i 10” pollici dello schermo sono più o meno un quarto delle dimensioni originali; ma ci si accorge che con un tap del dito si ingrandisce l’articolo che si vuole leggere. Persino la mia compagna – solitamente refrattaria ai miei entusiasmi tecnologici – rimane a bocca aperta: inizia a leggere il quotidiano,sfogliando le pagine con un dito. È impagabile la sensazione di poter leggere il giornale mentre si fa colazione, senza andare in edicola o scendere al bar sotto casa, con qualcuno che magari te lo frega da sotto il naso mentre ti stai allontanando un attimo dal tavolo per agguantare una brioche.
Il terzo giorno si iniziano a notare le differenze: l’App di Repubblica ti chiede cosa deve caricare, e offre anche leedizioni locali che il Corriere curiosamente non ha. Sempre in Repubblica gli articoli saltano fuori come un pop-up, una casella di testo, e c’è un sistema di navigazione tra le pagine con delle miniature che è molto comodo. Corriere e Gazzetta invece ingrandiscono le colonne, e la navigazione tra le pagine la aggiungono solo in corso d’opera sottoforma di aggiornamento del software. Su Repubblica ogni tanto compare il triangolino del video, e ti parte un approfondimento; e c’è anche un feed delle ultim’ora dal sito. Le app di Corriere e Gazzetta sono di fatto monomediali, senza alcuna integrazione con i siti.
Il quarto giorno si inizia a notare qualche magagna: in tutte le applicazioni lo scorrimento tra le pagine non è sempre fluido, e il caricamento – con un iPad 3g, fuori dal wi-fi – non è proprio rapidissimo. La lettura è sempre piacevole, ma se nel frattempo si ha installato un lettore di file PDF, ci si rende conto che l’effetto è molto simile; di fatto tutte le applicazioni dei quotidiano trasportano sulla tavoletta Apple quello che già fanno nei rispettivi situ: il download del giornale digitalizzato.
Il quinto giorno si continua a leggere con piacere, ma ci si guarda anche intorno: si cercano altre app, magari si nota che c’è pure Il Foglio ma anche – guarda un po’ - Visto e Novella 2000. Le tre testate che sono gratuite, e usano la stessa identica piattaforma, su cui sono caricati i quotidiani in versione simil-PDF. Il Foglio, scritto fitto fitto, è praticamente illeggibile.
Il sesto e il settimo giorno, un po’ viene voglia di tornare alla carta. Anche perché il fondo bombato dell’iPad è difficile da appoggiare sul tavolo, e dopo un po’ la lettura sul vetro stanca gli occhi, soprattutto se hai una fonte luminosa alle spalle: i riflessi ogni tanto rendono inguardabile lo schermo.
Il resoconto finale? Dopo una settimana, la meraviglia di leggere i giornali su una tavoletta elettronica non è passata, anzi. Ma ci si chiede se sia questo il futuro dell’editoria su iPad – i giornali sono di fatto dei PDF navigabili, senza contenuti aggiuntivi. Oppure il modello è quello proposto da Wired America? Certo, è un mensile con tempi di produzione diversi, pesa mezzo giga, ma dentro c’è veramente di tutto oltre al mensile cartaceo.
E soprattutto ci si chiede quanto saremo disposti a sborsare, per leggere i giornali, una volta che il mese gratuito sarà finito. L’unico quotidiano ad avere annunciato i prezzi è La Stampa , la cui App non è ancora disponibile: niente abbonamenti, ma 12 euro per 30 numeri, che si possono scaricare quando si vuole. Il Corriere ha una storia non proprio esemplare di modelli di pagamento: usare le App per iPhone o navigare su siti in versione mobile, con contenuti speculari ai siti normali, costa attorno 5 euro al mese e i risultati di questa strategia sono controversi . L’edizione cartacea del Corriere nella versione elettronica per desktop costa 20 euro al mese, quella di Repubblica 17. Certo, sempre meno dei 30 che spenderesti per comprati il giornale cartaceo ogni giorno. Ma comunque troppi per qualcosa che non è di carta, che ti arriva sul computer senza altri costi di produzione e distribuzione.
“Prezzi aggressivi e puntare al volume di vendite”: questa la ricetta di Steve Jobs, recentemente intervistato alla conference D8 organizzata da All Things Digital. . Una ricetta sperimentata sulla musica, che il CEO vorrebbe esportare all’editoria: vedremo se i quotidiani italiani risponderanno all’appello e sapranno invogliare i lettori digitali a continuare un’esperienza comunque sorprendente.
Fonte: Wired

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