“L’algoritmo è stato in grado di predire correttamente quale fra tre filmati il volontario stava ricordando. Ciò suggerisce che i nostri ricordi siano registrati secondo schemi regolari”, ha commentato Eleanor Maguire, che ha diretto lo studio.
Analizzando l’attività cerebrale registrata da una risonanza magnetica funzionale, un algoritmo messo a punto da alcuni ricercatori del Wellcome Trust Centre for Neuroimaging dell’University College di Londra, è stato in grado di identificare quale, fra tre ricordi, un gruppo di volontari stava in quel momento richiamando alla memoria.
“Ora che stiamo sviluppando un quadro più chiaro del modo in cui sono archiviati i nostri ricordi, speriamo di riuscire a comprendere come sono influenzati dal tempo, dai processi di invecchiamento e dalle eventuali lesioni.”

Come riporta Wired, sembra che Vince Zampella e Jason West (rispettivamente fondatore e presidente di Infinity Ward, ndr), dopo una riunione con gli alti vertici di Activision, colosso internazionale che nel 2003 acquistò l’azienda di Zampella, si siano licenziati senza dare spiegazioni.
Dal 2003 Call of Duty è un videogioco che ha riscosso moltissimo successo, fino a raggiungere il 6° episodio nel 2009 che ha venduto 5 milioni di copie solamente il giorno stesso dell’uscita nei negozi. Ma l’azienda di Zampella ha lavorato solo a 4 su 6 episodi del videogioco: infatti il 3° e il 5°, appaltati da Activision a Treyarch, non hanno riscosso il successo dei loro predecessori.
Sembra quindi che sia stata messa la parola fine a quella passione degli sviluppatori di provare a creare la migliore esperienza di guerra nella storia dei videogiochi facendo sentire il giocatore come se vivesse in un film.
Ci resta solo da sperare in una smentita.

Quante volte ci siamo concessi all’urgenza di scrivere un SMS camminando, correndo, perfino in bicicletta o al volante, in barba alle principali norme di sicurezza? La pizzatada organizzare, l’amico a cui rispondere, il televoto, l’ultima di gossip da inoltrare: i messaggini sono ormai parte integrante della giornata, richiedendo spesso una risposta al volo, anche se si è in giro. Il rischio, lo dice anche il New York Times, è di finir per sbagliare strada, sbattere, inciampare o passar col rosso.





































