
I virus, si sa, fanno paura. Quelli che arrivano dagli animali poi a volte scatenano vere e proprie psicosi. In Egitto, ad esempio, il terrore del contagio ha portato al massacro di decine di maiali.
Ma per prevenire il diffondersi di influenze animali esistono soluzioni decisamente meno drastiche. Un esempio è la “monitorazione bioacustica” degli allevamenti. Tradotto: registrare i colpi di tosse negli allevamenti per individuare e trattare i singoli animali malati. È l’idea alla base del progetto guidato da Marcella Guarino, del Dipartimento di Scienze e Tecnologie veterinarie per la sicurezza alimentare, e Vittorio Sala, del Dipartimento di Patologia animale, Igiene e Sanità pubblica veterinaria dell’Università di Milano.
“Il nostro sistema consiste nel mettere microfoni nelle porcilaie e registrare le tossi dei singoli maiali – racconta Marcella Guarino – Le registrazioni passano poi online e vengono analizzate da un software che è in grado di distinguere le tossi patologiche da quelle occasionali.”
Questo sistema non permette solo di individuare la presenza di un animale malato all’interno di un allevamento, ma anche di localizzare il singolo box da cui proviene il colpo di tosse sospetto. Ciò è possibile grazie all’utilizzo di più microfoni che, posizionati in punti diversi all’interno dell’ambiente, permettono di calcolare la differenza tra il tempo di ricezione di ogni microfono e di risalire al box dal quale proviene il suono. Una volta individuato l’animale malato, la palla passa al veterinario patologo che fa la diagnosi.
Il progetto è stato brevettato e potrebbe trovare presto applicazione negli impianti zootecnici. Certo, sempre che la tecnologia necessaria non comporti costi proibitivi. A quanto pare no: perché la monitorazione bioacustica non è solo utile, costa anche poco.
“Bastano normalissimi microfoni, un pc e amplificatori che si trovano tranquillamente in commercio – spiega Guarino – Su un allevamento di 350 suini abbiamo testato il sistema con soli 7 microfoni”. Attualmente i due team di ricerca stanno lavorando per testare questo sistema anche sul vitello. Non è però da escludere che il brevetto possa in futuro essere utilizzato per scopi umani.
“Potrebbe essere sfruttato nelle sale d’attesa dei voli – suggerisce Marcella Guarino – oppure nei campi militari, la salute dei ragazzi che dormono nelle tende potrebbe essere monitorata in modo non invasivo.”
Fonte: Wired
















