
Parità dei sessi raggiunta, e scusate se parliamo letteralmente, anche tra le lenzuola. Il controllo delle gravidanze indesiderate adesso tocca sempre più da vicino anche all’uomo. Basta che si facciano una iniziezione di testosterone per non avere bambini dalla propria partner.
Il nuovo sistema anticoncezionale maschile messo a punto dai ricercatori del National Research Institute for Family Planning di Pechino è stato testato su un campione di 1000 uomini fertili tra i 25 e 45 anni che negli ultimi due anni hanno ricevuto una iniezione di testosterone ogni mese. Risultato: nel 99 per cento il metodo è stato un efficace anticoncezionale e dopo pochi mesi dalla sospensione del trattamento in tutti eccetto due partecipanti all’esperimento la fertilità è tornata normale.
“Per le coppie che non possono o preferiscono non usare la contraccezione femminile, le opzioni sono la vasectomia, il preservativo o il coito interrotto”, ha spiegato Qun Yi-Gu, uno degli autori della ricerca “Il nostro studio mostra come un contraccettivo ormonale maschile possa essere un’alternativa praticabile”.
Dunque presto le donne potranno abbandonare la pillola?
La sperimentazione di anticoncezionali maschili a base di testosterone sta andando avanti da anni anche su stimolo della stessa Organizzazione Mondiale della Sanità. “Fino ad ora non c’erano mai stati risultati univoci dal punto di vista scientifico, i numeri delle sperimentazioni non erano sufficienti per passare poi alla fase successiva ovvero alla commercializzazione del prodotto – commenta il dottor Giorgio Piubello, andrologo dell’Università di Verona – Il campione di 1000 uomini della sperimentazione cinese è un buon numero ma non è ancora abbastanza significativo per il mercato degli anticoncezionali maschili”.
Secondo Piubello lo studio è però un ulteriore passo avanti che ci dice che anche l’assuzione di metodi retard, (come le iniziezioni mensili invece che una una pillola giornaliera) possono essere efficaci per la prevenzione delle gravidanze, e questa sembra essere la soluzione attorno alla quale si sta organizzano l’interesse della comunità scientifica.
Allora avremo presto un “pillolo”?
“Questo è un grande punto di domanda – risponde Piubello, perché manca l’interesse delle aziende che pensano che il maschio, almeno in Europa, non abbia interesse a prenderlo. L’uomo ha sempre grandi resistenze ad assumere farmaci, anche se fosse in commercio domani gli uomini non avrebbero interesse a prenderlo”.
E per capire questa tendenza maschile alla “cautela” di cui ci parla Piubello basti pensare al Viagra, neanche in “quel” caso – sottolinea l’andrologo veronese- c’è stata un’esplosione immediata di vendite che le case farmaceutiche si aspettavano e in Europa si è dovuto aspettare un anno, prima che gli uomini si lasciassero andare ad un po’ di virilità blu.
E pensare invece a come reagirono le donne in italia non appena fu introdotta la pillola anticoncezionale cinquanta anni fa… “ fu subito boom” sottolinea Piubello. Quando si dice le differenze di genere…
“Al momento in Italia il preservativo è il massimo che gli uomini utilizzino, e anche controvoglia – dice l’andrologo dell’Università di Verona dove si recano per una visita circa 500 uomini all’anno, 2 sono le richieste di vasectomia.
Al momento, a livello internazionale, sono in corso sperimentazioni su animali di alternative anticoncezionali maschili come piccoli strumenti rimovibili da applicare direttamente sul deferente maschile, una sorta di mollettina apri e chiudi, all’occorrenza. Oppure ancora delle specie di spiraline che poi possono essere rimosse dal dotto maschile.
“Questa iniezione anticoncezionale in Italia non avrebbe successo di vendite” – aggiunge Piubello- sarebbe una possibilità efficace ma mi aspetto che comunque l’utilizzo utile nei numeri non sia tale da incoraggiare le aziende ad investire nella sua produzione”.
La Società Italiana per l’andrologia (che ogni promuove una settimana di visite andrologiche gratuite in 300 centri italiani) sta cercando di porre l’accento sull’importanza soprattutto per i giovani maschi di esami come quello del liquido seminale o delle visite ai genitali, sulla stessa linea delle visite ginecologiche alle quali si sottopongono le donne.
La sperimentazione sulle iniezioni anticoncezionali maschili del National Research institute for Family Planning va avanti con particolare attenzione alla sicurezza cardiovascolare, della prostata e dei comportamenti. E voi uomini che ne pensate, le usereste?
Fonte: Wired
















