
30 Giugno 1908. C’eri? Non credo. Io no di sicuro. Eppure le cronache dell’epoca raccontano di qualcosa di strano, avvenuto in una remota regione della Siberia. Una palla di fuoco cade dal cielo: è velocissima, luminosa, e va a schiantarsi in una zona desolata, nei pressi del fiume Tunguska con un’esplosione pari a quella di mille bombe atomiche.
Crea così un’enorme voragine, incenerendo una superficie pari a più di duemila chilometri quadrati. È il mistero di Tunguska, o meglio “ex mistero”. Perché, di fatto, sull’origine dell’accaduto si erano fatte le più assurde ipotesi, passando dagli effetti collaterali di un buco nero a quella di un atterraggio, andato male, di un’astronave.
In realtà, gli scienziati sono concordi sull’affermare che la palla di fuoco era un asteroide, una cometa, o qualcosa di simile. E fin qui, tutto bene, nel senso che il lavoro dei ricercatori, a questo punto, è focalizzarsi sulle modalità dell’evento. C ‘è chi ipotizza una deflagrazione di un corpo avvenuta prima ancora dell’impatto con la superficie, chi crede che in realtà i corpi fossero due, e chi pensa a un “doppio passaggio” di un asteroide.
E ora c’è Drobyshevski. Si tratta di un fisico dell’Accademia Russa di Scienze di San Pietroburgo, che se ne arriva con una teoria fresca di giornata (o quasi). Edward, questo il suo nome, ipotizza che, durante il passaggio della cometa 2005NB56 vicino alla Terra, si sia staccato un frammento. Questo, arrivato nell’atmosfera terrestre, e ricco in idrogeno, si è trasformato in una gigantesca bomba, scatenando ciò che ora sappiamo.
In realtà, porta pazienza, la notizia non ha solo un risvolto “passato”, ma c’è di mezzo pure il futuro. Ehi già, perché la cometa 2005NB56 ripasserà vicino alla Terra anche nel 2045. Anzi, peggio: se nel 1908 passò ad “appena” 6,2 milioni di miglia dal nostro pianeta, tra 36 anni passerà a 3,8 milioni di miglia, pari a 16 volte la distanza tra Terra e Luna.
Esclusa la possibilità che l’intera cometa sia “attratta” dalla nostra atmosfera (questo per fugare qualsiasi dubbio su film in stile “Deep Impact”), sono in molti a chiedersi, a questo punto, cosa potrebbe succedere se si staccasse un nuovo frammento. Insomma, potrebbe riproporsi quanto accaduto in Siberia, ma con proporzioni decisamente superiori. Questo bel discorso, ovviamente, è legato all’ipotesi di Drobyshevski, tuttora al vaglio della comunità scientifica. Non ci resta dunque che aspettare questo 2045, oppure preparare i bagagli per tempo e approfittare di qualche offerta last minute per Marte.
Fonte: Wired
















