Freelabs.it – Ci voleva un articolo del quotidiano francese Le Monde perchè si aprisse un’inchiesta sui miliardi di euro spesi dai governi europei in vaccini contro la fantomatica influenza suina…
Milioni di dosi in eccesso, mercanteggio delle stesse con paesi africani e dell’est Europa, ora gli stati europei che avevano (ingiustificatamente, ndr) investito centinaia di milioni di euro in vaccini, stanno cercando di rivenderli per limitare la perdita economica subita.
E’ notizia delle ultime ore che anche il consiglio dell’UE ha aperto un’inchiesta riguardante i livelli di allarmismo esagerati verificatisi in molte delle nazioni europee.
Probabilmente il governo francese sarà oggetto di un’ inchiesta parlamentare, il Ministro della sanità francese dovrà giustificare la spesa folle -oltre 869 milioni di euro- per l’acquisto dei vaccini e informare quali saranno i costi delle penali sugli ordini annullati alle case farmaceutiche implicate (GSK, Sanofi Pasteur, GlaxoSmithKline).
Di seguito le conseguenze dell’acquisto sconsiderato di vaccini:
(tratto da http://www.dazebao.org )
Francia
Il governo francese, secondo il ministro della sanità , ha acquistato 94 milioni di dosi per una spesa di 869 milioni di euro. Solo 5 milioni di persone sono state vaccinate. Ma ci sono già contratti di vendita firmati con il Quatar ( 300 mila dosi) e l’Egitto ( 2 milioni di dosi) per un ammontare di 16 milioni di euro. Altre negoziazioni sono in corso, l’Ucraina, aspramente contesa da Francia e Germania, per esempio, è oggetto di una battaglia commerciale per la vendita dei vaccini in surplus. Parigi aveva già offerto nel settembre scorso 9 milioni di dosi all’OMS, in un quadro di sforzi congiunti con Stati Uniti, Australia, Brasile, Italia, Nuova Zelanda, Norvegia, Svizzera, Regno Unito, per mettere a disposizione dei paesi più poveri il 10% per cento delle riserve di vaccini.
Germania
Sono state ordinate 50 milioni di dosi, di cui 20 già consegnate, nella prospettiva della vaccinazione a 2 iniezioni. Ma fino agli inizi di Dicembre i tedeschi che hanno accettato di farsi vaccinare sono stati solo 6 milioni. In concorrenza con la Francia, la Germania ha proposto all’Ucraina 2,2 milioni di dosi. Moldavia, Macedonia, Albania, il Kosovo, Mongolia e le Maldive sarebbero in trattativa per ottenere da Berlino i vaccini a titolo di aiuti allo sviluppo.
Paesi Bassi
In possesso di 34 milioni di dosi i Paesi Bassi hanno deciso, a fine Novembre, di rivenderne 19 milioni ” a paesi fortemente in carenza di vaccini” All’incirca, secondo il ministro della sanità olandese, 2 milioni di dosi dovrebbero essere state vendute in Dicembre e pi˘ di 17 milioni di vaccini lo saranno nei primi mesi del 2010.
Inghilterra
Il Regno Unito, che ancora non mercanteggia dosi, sta sondando la possibilità di vendere i vaccini in surplus, secondo il ministro della sanità inglese ” si studia la possibilità di vendere a quei paesi che cercano costantemente i vaccini” e aggiunge ” Noi abbiamo dato dei contributi in denaro all’OMS e ora esaminiamo quali siano le opzioni dei nostri contratti” precisando che questo avverrebbe qualora gli stock di vaccini restassero inutilizzati. Londra, pur prevedendo di acquistare dosi sufficienti per tutta la popolazione,†aveva annunciato in Ottobre la vaccinazione di 11 milioni di inglesi, a oggi non ha deciso per una campagna di vaccinazione sistematica.
Spagna
Le autorità spagnole avevano ordinato 37 milioni di vaccini, sempre nella previsione della doppia iniezione, ma precisarono, che questa domanda avrebbe potuto essere rivista al ribasso. Di fatto, spiega il ministro della sanità spagnolo al quotidiano El Pais, una volta che si è visto che un’ iniezione era sufficiente gli ordini sono stati interrotti. All’oggi 9 milioni di dosi sono state distribuite alle regioni spagnole e il totale del numero di vaccini acquistati dovrebbe aggirarsi sui 13 milioni di dosi.
Belgio
Per il momento, secondo il porta parola del comitato ” Influenza”, non è stata presa alcuna decisione sulla rivendita dello stock dei vaccini ai paesi stranieri. Ma almeno 2 milioni di dosi, sui 12,6 ordinati, sono state messe a disposizione per le popolazioni a rischio.
Italia
Il paese ha acquistato 48 milioni di dosi con l’obiettivo di vaccinare il 40 % della popolazione. All’oggi solo 840 mila dosi sono state utilizzate. Per quel che riguarda la rivendita delle dosi in surplus, il direttore generale della prevenzione al ministero della sanità Fabrizio Oleari spiega che ” Nessuna decisione sarà presa prima della fine della campagna di vaccinazione” dunque nulla prima della fine di Febbraio. “Ma, secondo lui, l’Italia è uno dei paesi europei che hanno acquistato il minor numero di dosi.”
















